Gentile all'Istituto Tumori: è figlio del sottosegretario Ncd Tonino

Redazione DottNet | 13/03/2016 20:21

L'avvocato calabrese, figlio del sottosegretario Ncd per lo sviluppo Economico del Governo Renzi, è stato designato dal ministro Lorenzin quale rappresentante del ministero della Salute nel Cda dell'importante Istituto milanese. M5S annuncia un'interrogazione sulla nomina

Nel 2014 è stato infatti iscritto sul registro degli indagati per truffa, associazione per delinquere e altri reati per gli incarichi di consulenza ricevuti dall’Asp di Cosenza. Il curriculum di Andrea Gentile, avvocato, neo rappresentante del ministero della Salute – e quindi voluto dalla stessa Lorenzin - all'interno dell'Istituto Nazionale Tumori è di tutto rispetto. E' vero che nel giro di un anno la sua posizione è stata archiviata perché – si legge nel provvedimento – “dagli elementi raccolti non emergono, tra gli indagati, legami di natura illecita, bensì vincoli di natura professionale ed amicale" e inoltre “l'attività delittuosa è del tutto inesistente", ma è anche vero che proprio quell'indagine causò altri guai al figlio del collega di partito del ministro, Tonino Gentile, sottosegretario per lo sviluppo Economico del Governo Renzi.

 

Nel febbraio 2014, l’editore Alfredo Citrigno e  lo stampatore Umberto De Rose, si legge su Repubblica, faranno infatti di tutto pur impedire la pubblicazione della notizia riguardante l'inchiesta a carico di Gentile Junior sul quotidiano Calabria Ora. Fallite le pressioni sul direttore della testata dell'epoca, Luciano Regolo, un misterioso blocco delle rotative, ricorda il quotidiano romano, impedirà al giornale di andare in edicola. Un caso – divenuto noto come Oragate – finito al centro di un polverone mediatico costato le dimissioni al padre del giovane legale, all’epoca sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, ma tracimato anche nelle aule di giustizia. Per quella vicenda, la procura di Cosenza ha infatti aperto un’inchiesta che vedeva fra gli indagati anche Gentile jr. Anche in questo caso però la sua posizione è stata archiviata, mentre sono finiti a processo Citrigno e De Rose . Quest'ultimo ha procurato anche un altro grattacapo al primogenito del sottosegretario.

 

Da presidente della principale controllata regionale calabrese, Fincalabra, De Rose aveva assegnato all’avvocato una consulenza da circa 38mila euro, secondo la procura “in assenza di alcun avviso pubblico e in assenza di alcun metodo di valutazione comparativo tra le offerte presentate e quindi in violazione dei principi di pubblicità, trasparenza e imparzialità”. Di tutt’altro avviso è stato invece il gup, per il quale non sarebbe stato commesso alcun reato. Quella di Gentile – ha sostenuto il giudice – non era “un'assunzione ma un incarico professionale esterno”.

 

Insomma la carriera del giove avvocato non ha avuto ripercussioni, anzi è stata ulteriormente gratificata da quest'ultimo incarico nonostante la scarsa esperienza in materia sanitaria.

 

“Il governo Renzi in materia di lottizzazione non si fa mancare davvero nulla. Stavolta protagonista dell'ennesima nomina in odor di clientelismo è il ministro della Salute Lorenzin, nei cui confronti presenteremo un'interrogazione per chiederle i criteri e le ragioni di merito che l'hanno portata a scegliere proprio Andrea Gentile, figlio del sottosegretario e collega di partito Tonino Gentile, come rappresentante del suo dicastero nel Consiglio d’amministrazione dell’Istituto Nazionale Tumori. Una nomina che sarebbe risultata sospetta già di per sé e che lo diventa ancor di più alla luce del fatto che Andrea Gentile non vanta esperienze in campo sanitario, ad esclusione di incarichi di consulenza da parte della Asp di Cosenza”. Lo affermano i parlamentari calabresi M5S Dalila Nesci, Nicola Morra, Paolo Parentela e Federica Dieni e i membri della commissione Affari Sociali alla Camera e della commissione Sanità al Senato.


 
“Guarda caso poi, la sede dell' Istituto Nazionale Tumori si trova a Milano, una delle roccaforti di Ncd. Il capoluogo lombardo è, tra l'altro, la città dalla quale Roberto Formigoni, ex governatore della Regione e collega di Gentile e Lorenzin in Area Popolare, ha gestito la sanità regionale per quasi un ventennio. Ovviamente non si registrano ancora reazioni da parte della Lega che, proprio in queste settimane, deve affrontare e chiarire i contorni dello scandalo tangenti che ha travolto, tra gli altri, l'assessore alla Sanità, Fabio Rizzi”.

 

 

Fonte: repubblica

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