Nivolumab nel carcinoma ovarico platino-resistente

Oncologia | Medical Information Dottnet | 24/03/2016 10:58

Lo studio ha riportato dati di sicurezza ed efficacia incoraggianti in merito all’impiego di nivolumab nel carcinoma ovarico.

E’ stato osservato che la proteina della morte programmata -1 (PD-1), un recettore co-inibitorio espresso sulle cellule T, lega la proteina PD-1 regolando l'immunità antitumorale. Nivolumab è stato identificato come un anticorpo anti-PD-1 in grado di bloccare il signaling del recettore PD-1.

Hamanishi et al. hanno valutato la sicurezza e l’attività antitumorale del nivolumab in pazienti con carcinoma ovarico platino-resistente.

Allo studio di fase II hanno partecipato 20 pazienti con carcinoma ovarico platino-resistente, che sono stati trattati con un’infusione endovenosa di nivolumab ogni 2 settimane ad una dose di 1 o 3 mg/kg (costituendo due gruppi da 10 pazienti ciascuno). L’endpoint primario è stato definito come la migliore risposta complessiva. Le pazienti hanno ricevuto fino a sei cicli (quattro dosi per ciclo) di nivolumab oppure sono state sottoposte al trattamento fino a quando si è verificata la progressione della malattia.

Sono stati riportati eventi avversi di grado 3 o 4 correlati al trattamento in 8 (40%) delle 20 pazienti. In particolare, 2 pazienti hanno avuto eventi avversi gravi. Nelle 20 pazienti in cui le risposte potevano essere valutate, la migliore risposta complessiva è stata del 15% ed ha compreso 2 pazienti che hanno avuto una risposta completa e duratura (nel gruppo trattato con 3 mg/kg). La percentuale di controllo della malattia nelle 20 pazienti esaminate è stata del 45%. Il tempo medio di sopravvivenza in assenza di progressione della malattia è stato di 3,5 mesi (Intervallo di confidenza [IC] del 95%, da 1,7 a 3,9 mesi) e il tempo di sopravvivenza media globale di 20,0 mesi al termine dello studio.

Il presente studio, secondo i dati disponibili, è stato il primo a esplorare gli effetti di nivolumab nella cura del cancro ovarico. La sicurezza e l'efficacia clinica incoraggiante di nivolumab in pazienti con cancro ovarico platino-resistente rendono necessarie ulteriori indagini su larga scala.

Riferimenti bibliografici:

Hamanishi J, Mandai M, Ikeda T, Minami M, Kawaguchi A, Murayama T, Kanai M, Mori Y, Matsumoto S, Chikuma S, Matsumura N, Abiko K, Baba T, Yamaguchi K, Ueda A, Hosoe Y, Morita S, Yokode M, Shimizu A, Honjo T, Konishi I. Safety and Antitumor Activity of Anti-PD-1 Antibody, Nivolumab, in Patients With Platinum-Resistant Ovarian Cancer. J Clin Oncol. 2015 Dec 1;33(34):4015-22.

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