Antitrust, per le farmacie comunali nessun affidamento diretto

Farmacia | Redazione DottNet | 15/03/2016 14:19

Secondo l'Autorità comporta problemi in riferimento alla disciplina antitrust, perché si «sottrae al meccanismo concorsuale l’affidamento di nuove sedi o di quelle che si rendono vacanti»

Affidare direttamente, ossia senza gara, la gestione di farmacie comunali a società miste con prevalenza di capitale privato comporta problemi in riferimento alla disciplina antitrust, perché si «sottrae al meccanismo concorsuale l’affidamento di nuove sedi o di quelle che si rendono vacanti». E in più si elimina «la possibilità di una concorrenza per il mercato». Sono alcuni stralci del parere con cui l’Antitrust è intervenuta sulla questione dei due consorzi– Ciss e Coifal – costituiti in Campania e Lazio da una trentina di comuni per gestire le farmacie pubbliche assieme a privati. Entrambi i sodalizi, infatti, risultano soci di minoranza in due società miste – Incofarma e Laziofarma rispettivamente – che gestiscono gli esercizi comunali per affidamento diretto. E che sono controllate per la maggioranza delle quote da capitali privati riconducibili allo stesso gruppo di imprenditori e farmacisti, tutti campani.

L’intervento dell’Antitrust, non a caso, trae origine da due segnalazioni, una inviata dalle Federfarma provinciali di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno, l’altra dal comitato “Cittadini di Bracciano in movimento”, sorto dopo il commissariamento del comune nell’autunno scorso. Richiamato sul doppio caso, il Garante punta il dito soprattutto su due elementi: per cominciare, gli statuti dei due consorzi «prevedono che l’adesione di un comune comporti l'automatico trasferimento della gestione delle farmacie alla società mista costituita a tale scopo; in secondo luogo, tutte le delibere consiliari con cui i comuni campani (24 in tutto) aderiscono al Ciss, «sono successive alla costituzione della società Inco.Farma e, dunque, allo svolgimento della gara per l’individuazione del socio privato di maggioranza». Gli affidamenti, in sostanza, «sono avvenuti in via diretta», secondo lo schema dell'affidamento in house, «malgrado non ne ricorressero le condizioni» perché la società di gestione è «a capitale prevalentemente privato» e dunque «i Comuni non esercitano alcuna forma di controllo». Le amministrazioni coinvolte hanno tempo 45 giorni per comunicare al garante i provvedimenti che verranno adottati «riguardo alle criticità concorrenziali evidenziate».

 

fonte: federfarma

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