Federfarma, no a Norlevo senza ricetta: derivato ormonale

Redazione DottNet | 15/03/2016 18:39

L’Aifa ha eliminato l’obbligo di ricetta ai maggiorenni per acquistare il Norlevo. Il presidente di Federfarma Roma, Vittorio Contarina: «È un derivato ormonale: provoca effetti collaterali e rischia di disincentivare l’uso del preservativo, con aumento del rischio di contrarre malattie veneree. L’Aifa ci ripensi»

«La pillola del giorno dopo Norlevo è un derivato ormonale, quindi genera, in chi ne fa uso, una scarica di ormoni molto alta che può provocare effetti collaterali anche molto invasivi. Vendere senza ricetta questo tipo di prodotto significa togliere un controllo necessario su un farmaco che non può assolutamente essere diffuso con leggerezza». Così Vittorio Contarina, presidente di Federfarma Roma, sulla recente decisione da parte dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) di eliminare l’obbligo di ricetta per l’acquisto del Norlevo, ovvero la meno cara tra le pillole del giorno dopo in vendita.

«I rischi che si corrono sono diversi – spiega Contarina –: oltre ai possibili effetti collaterali, infatti, il pericolo è che passi il principio secondo il quale un contraccettivo di emergenza, quale è il Norlevo, sia in realtà un contraccettivo come gli altri, e che i giovani comincino ad usarlo al posto di pillola o preservativo. Si rischia dunque che, al posto dell’uso corretto, se ne faccia un abuso molto pericoloso per la salute. Ma non basta, perché se diminuisce l’uso del preservativo, si rischia anche un aumento delle malattie sessualmente trasmissibili. È un pericolo gravissimo che va assolutamente evitato».

Al momento, comunque, l’obbligo di ricetta resta per i minorenni. Ma si tratta di un ostacolo che può essere facilmente aggirato: «Qualsiasi minorenne, maschio o femmina, ha un amico, un fratello, un cugino maggiorenne che può procurarsi con facilità il Norlevo. È per questo – conclude Contarina – che la vendita libera nelle farmacie, o addirittura nei supermercati, è una vergogna che va assolutamente fermata. Invito dunque l’Aifa a riflettere su tutti questi aspetti e di tornare sui suoi passi».

 

 

fonte: federfarma Roma

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