Furbetti del cartellino: 21 denunce a medici e infermieri

Redazione DottNet | 16/03/2016 19:57

Il fatto ad Avellino: impiegati e dirigenti appaiono irridenti e sfrontati col badge. E Cittadinanzattiva denuncia gli sprechi in un lungo documento

Irridenti e sfrontati. Così appaiono i dipendenti della Asl di Avellino ripresi dalle telecamere nascoste della polizia che hanno incastrato 21 furbetti del cartellino che dopo aver timbrato il loro ingresso nella sede centrale di via degli Imbimbo, lasciavano il posto di lavoro per dedicarsi a private incombenze. Probabilmente messi sull'avviso che c'era un'indagine in corso che li riguardava, c'è chi saluta in segno di scherno il marcatempo e chi, sventolando il badge nella mano, fa il gesto del dito medio.

 

Altre immagini del video mostrato ai giornalisti nel corso della conferenza stampa con il questore di Avellino, Maurizio Ficarra, e il procuratore capo, Rosario Cantelmo, che ha coordinato le indagini avviate circa un anno fa, immortalano altri dipendenti che con lo sguardo cercano di individuare dove sono state collocate le microcamere, una all'interno e tre all'esterno, e, in particolare, l'attivismo della guardia giurata che presta servizio di vigilanza interna che "copre" gli assenteisti tentando anche di mettere fuori uso con un cacciavite l'apparecchiatura di ripresa. Un comportamento consolidato, hanno spiegato gli inquirenti, "sprezzante delle regole e di ogni possibile controllo" che mette sul banco degli accusati quattro dirigenti medici, due medici specialisti, sei infermieri, cinque impiegati amministrativi, due coadiutori, un operatore tecnico e un ausiliario.

 

Quando non erano i singoli a "strisciare" il badge prima di allontanarsi dal posto di lavoro, ci pensavano gli altri colleghi a farlo per loro, i quali a loro volta avrebbero avuto ricambiato il favore successivamente secondo il consolidato proverbio per cui una mano lava l'altra. Nei loro confronti è scattata, da parte del Gip del Tribunale di Avellino, e su richiesta della procura, la sospensione dal lavoro per cinque mesi e l'accusa di truffa ai danni dello Stato.

 

Ulteriori provvedimenti interni vengono annunciati dal commissario straordinario della Asl di Avellino, Mario Ferrante, che nei mesi scorsi, sulla scorta di alcune segnalazioni da parte degli utenti, le stesse che avevano dato avvio all'indagine della magistratura, aveva avviato autonomamente una serie di controlli sulla presenza del personale dei laboratori medici e negli uffici amministrativi. "Avvierò le procedure per il licenziamento - sottolinea il commissario dell'Asl - e non appena verranno quantizzate le ore di assenza ingiustificata dei dipendenti indagati, chiederò alla Corte dei Conti di recuperare all'amministrazione le somme equivalenti".

 

Macchinari di ultima generazione inutilizzati per mancanza di personale in grado di farli funzionare, reparti nuovi di zecca ma costretti a chiudere prima di entrare in funzione, medici costretti a fare da spola tra un ospedale e l'altro con un aumento spropositato dei costi. E ancora ambulanze dotate di innovativi dispositivi di telemedicina ma mal funzionanti. Sono solo alcuni tra i 100 eclatanti casi di sprechi in sanità rilevati dal Rapporto "I due volti della sanità. Tra sprechi e buone pratiche, la road map per la sostenibilità vista dai cittadini", presentato da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. "Se dopo anni di Spending Review questi sono i risultati, la ricetta non funziona. E' da rivedere", commenta il coordinatore nazionale dell'associazione Tonino Aceti.

Da Nord a Sud Italia, la prima edizione del Rapporto prende in esame 104 situazioni di spreco individuate da cittadini e operatori sanitari e che a giugno 2015 risultavano irrisolte. Ma probabilmente molti di più sono i casi che si nascondono, invisibili, tra le pieghe del sistema. Secondo quanto riportato, le cause sono dovute nel 46% dei casi al mancato o scarso utilizzo di dotazioni strumentali e di strutture, per il 37% a una inefficiente erogazione di servizi e prestazioni, per il 17% a cattiva gestione delle risorse umane. Di fatto, commenta Aceti "i tagli al Servizio Sanitario Nazionale cumulati tra il 2011 e il 2015 secondo la Corte dei conti sono stati di 54 miliardi, praticamente mezzo fondo sanitario. Nessuno però ha spiegato se e quanti sono stati gli effettivi risparmi prodotti e come sarebbero stati reinvestiti".

"Gli sprechi e le inefficienze sono la prima causa delle disuguaglianze nell'accesso alle cure e nell'erogazione dei servizi sanitari" sottolinea il direttore generale dell'Agenzia nazionale per Servizi sanitari regionali (Agenas), Francesco Bevere. Ma anche causa di violazione di diritti, secondo quanto denunciano i cittadini: in primis il diritto al rispetto degli standard di qualità(14,7%), il diritto al rispetto del tempo(14%) e alla sicurezza delle cure(11,6%).

La nostra sanità non è però fatta solo di ombre. Ad esser state messe in luce oggi sono state anche le best practice, grazie alla consegna del 'Premio Andrea Alesini per le Buone Pratiche in sanità'. Da un giardino pensile con finalità terapeutiche costruito nello spazio inutilizzato di un ospedale torinese a un progetto che punta sul ruolo della musica in anestesia e rianimazione realizzato a Trento. Sono solo alcuni dei 55 progetti (un quarto dei quali proviene dal Veneto) che hanno corso per aggiudicarsi il premio, realizzato con il sostegno non condizionato di Farmindustria. A vincere è stato quello del Policlinico Casilino di Roma, che consente di gestire le emergenze sanitarie dei migranti grazie a un servizio di interpretariato telefonico in oltre 100 lingue diverse. Per Rosanna Di Natale, coordinatore scientifico Federsanità Anci: "C'è una quantità enorme di buone pratiche. Bisogna trovare il modo di metterle a sistema, affinché non restino isole felici".

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato