Torino, la Procura apre un'inchiesta su farmaco antidiabete

Diabetologia | Redazione DottNet | 18/03/2016 18:35

L'ipotesi di reato è di commercio o somministrazione di medicinali guasti

La procura di Torino ha aperto un'inchiesta su un farmaco usato per la cura del diabete mellito di tipo 2 che conterrebbe un principio attivo associato al rischio di contrarre il cancro alla vescica. L'ipotesi di reato, come anticipato  venerdì da La Stampa, è di commercio o somministrazione di medicinali guasti. Il caso, su cui indagano i carabinieri del Nas del capoluogo piemontese, è nato da un esposto dell'associazione Promesa (Protezione professioni mediche e sanitarie) rappresentata dall'avvocato Riccardo Salomone.

 

"Ora - sostiene l'avvocato- spero che da Roma escano i dati sui casi di pazienti che si sono ammalati". Il farmaco si chiama Actos ed è prodotto da due case, la Takeda e la Eli Lilly & Co. Il principio attivo che sarebbe dannoso è il pioglitazone. Germania e Francia ne hanno sospeso l'utilizzo e la commercializzazione nel 2011, mentre una Corte degli Stati Uniti ha condannato Takeda ed Ely Lilly al pagamento di danni per 36,8 milioni di dollari, riconoscendo che le aziende avrebbero intenzionalmente nascosto i rischi correlati all'uso del farmaco e che, tra il 2002 e il 2012 avrebbero distrutto parte della documentazione scientifica.

 

Il farmaco per il trattamento del diabete Actos (pioglitazone) ''ha un profilo di sicurezza positivo, come confermano oltre 12 anni di esperienza clinica e di utilizzo del prodotto da parte dei pazienti. Studi clinici indipendenti, che hanno coinvolto più di 300.000 pazienti affetti da diabete con un follow up di oltre 10 anni, non hanno infatti evidenziato un aumento del rischio di carcinoma della vescica nei pazienti trattati''.

 

Lo precisa in una nota l'azienda farmaceutica Takeda, produttrice del farmaco sul quale la procura di Torino ha aperto un'inchiesta per un presunto legame con l'insorgenza di cancro alla vescica. Il profilo di sicurezza del farmaco relativamente al carcinoma della vescica, precisa Takeda, ''è stato estensivamente esaminato dagli enti regolatori al livello Europeo (EMA) e in Italia (AIFA) e la conclusione è stata che quando pioglitazone viene impiegato secondo le indicazioni prescrittive, il rapporto beneficio/rischio rimane favorevole''.

 

Su richiesta dell'ente regolatorio statunitense per i farmaci (Fda), inoltre, Takeda ''ha supportato un grande studio epidemiologico che raccoglie dati su 10 anni di trattamento con Actos. Lo studio epidemiologico - afferma l'azienda - è stato condotto negli Stati Uniti dall'Università di Pensilvania''. I risultati a 10 anni, precisa, ''confermano che non c'è incremento del rischio globale di carcinoma della vescica nei pazienti trattati con Actos''. Secondo quanto stabilito dall'EMA ed in Italia dall'AIFA, Takeda Italia ha inviato a tutti i medici prescrittori una Nota Informativa Importante (Luglio 2011), nonchè il relativo materiale educazionale e gli stampati aggiornati (Gennaio 2012 e Agosto 2014) per ''sensibilizzarli a prescrivere il farmaco in modo appropriato''.

 

fonte: ansa

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