Oms, maggiore mobilitazione contro la Tbc. Pochi i farmaci

Redazione DottNet | 22/03/2016 14:56

Il 24 marzo giornata mondiale, 4mila morti al giorno

 Importanti progressi nella lotta alla tubercolosi nel mondo hanno consentito di salvare 43 milioni di vite dal 2000 al 2014, ma la malattia uccide ancora 1,5 milioni di persone all'anno e resta la malattia infettiva piu' letale insieme all'Hiv/aids , ha affermato l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) esortando ad una vasta mobilitazione.

Serve una maggiore collaborazione di governi, partner della società civile, comunità, ricercatori, settore privato e agenzie di sviluppo e maggiori finanziamenti per la messa in atto dei programmi e la ricerca, ha detto Mario Raviglione, direttore del programma globale sulla Tubercolosi dell'Oms. Globalmente 8 miliardi di dollari all'anno sono necessari per fornire una risposta alla tubercolosi nei Paesi a medio e basso reddito.  All'appello per il 2015 mancavano circa 1,4 miliardi e per quanto concerne la ricerca, il gap è di 1,3 miliardi di dollari.

L'obiettivo dell'Oms è di ridurre la mortalità della tubercolosi del 90% ed il numero di nuovi casi dell'80% tra il 2015 ed il 2030. L'Unitad, organizzazione creata nel 2006 da Brasile, Cile, Francia, Norvegia e Regno Unito per affrontare il tema della salute in modo innovativo, ha annunciato che investirà nei prossimi anni per accrescere l'accesso a migliori e brevi trattamenti contro la tubercolosi resistente ai farmaci, nel settore dei trattamenti più adeguati alle esigenze dei bambini e nelle terapie preventive per le popolazioni piu' a rischio di sviluppare la tubercolosi attiva

Solo il 2% dei 150mila pazienti nel mondo con la forma resistente ai farmaci della tubercolosi ha accesso alle terapie per questa patologia. Lo afferma l'organizzazione Medici senza Frontiere in un rapporto in vista della giornata mondiale dedicata alla malattia il 24 marzo.

I due farmaci, bedaquiline e delamanid, approvati due anni fa, rappresentano le prime nuove terapie contro la Tbc in 50 anni. "Per aumentare l'accesso - scrive Msf - le case produttrici Janssen e Otsuka dovrebbero dare priorità alla registrazione nei paesi con molte persone colpite dalla malattia, e offrire prezzi accessibili a tutti i paesi in via di sviluppo".

Le nuove terapie, spiega il comunicato, possono costare fino a 3mila dollari a paziente, una cifra spesso troppo alta soprattutto per quei paesi che hanno un numero elevato di pazienti. Ogni giorno, ricorda l'Oms, circa 4mila persone muoiono a causa della malattia, che rivaleggia con l'Aids come prima infezione killer al mondo. Nel 2014 ci sono stati 9,6 milioni di nuovi casi, di cui un milione tra i bambini, e 450mila infezioni resistenti ai farmaci tradizionali.

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