Inaugurato il nuovo day hospital di oncoematologia alla Federico II

Redazione DottNet | 22/03/2016 18:06

A Napoli la struttura diretta da Sabino De Placido e Fabrizio Pane

Al servizio dei pazienti dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20, con tutti i servizi necessari ad un’assistenza di qualità e soprattutto con professionalità ed empatia. Sono queste le caratteristiche del day hospital di oncoematologia della Federico II, divenuto a seguito di un radicale restyling funzionale, un vero e proprio fiore all’occhiello della sanità campana. L’ampliamento dei locali ha permesso di ottenere importanti risultati soprattutto per quanto riguarda l’erogazione di prestazioni sanitarie (e amministrative) concentrate in un’unica sede con la presenza in contemporanea di sanitari specializzati in diverse discipline. Si punta sull’innovazione, ma anche sull’umanizzazione delle cure.
 
E’ così che questo day hospital, diretto dai professori Sabino De Placido e Fabrizio Pane, è diventato un polo di riferimento di livello nazionale. «Il centro – spiegano i professori De Placido e Pane – mira ad offrire risposte per tutti quei pazienti che combattono contro la malattia. Se si guarda ai dati Aiom Airtum 2015, leucemie e linfomi sono al nono e all’ottavo posto tra le cause di morte neoplastica, ma grazie ai risultati della ricerca sono state messe a punto negli ultimi anni nuove e più efficaci strategie terapeutiche che hanno portato a risultati prima impensabili. Oggi, insomma, possiamo offrire maggiori prospettive di guarigione e un aumento della sopravvivenza a cinque anni».
 
Passi in avanti importanti rispetto ai drammatici dati che emergono proprio dal rapporto Aiom Airtum. Si pensi che nel 2015 sono state stimate complessivamente 363.300 nuove diagnosi di cancro: la neoplasia più frequente è quella del colon-retto (52mila), seguita da seno (48mila), polmone (41mila), prostata (35mila) e vescica (26mila). E come detto al nono e all’ottavo posto ci sono le leucemie e linfomi, per i quali però sono stati fatti importanti passi in avanti.