Lorenzin alle Regioni, l'incremento del Fondo sarà adeguato al Pil

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 24/03/2016 19:09

Ministro, il personale è la priorità del Governo. Bonaccini, è stato un buon confronto

Alle 10 di ieri mattina, puntualissimo, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin è arrivato alla Conferenza delle Regioni. Una novità, questa, perché sono i governatori che, tradizionalmente, sono finora andati dai ministri. Ma dopo il ministro degli Affari regionali Enrico Costa e quello della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, anche il ministro Lorenzin è andato in via Parigi e non per un incontro formale: la riunione con i presidenti delle Regioni è durata quasi tre ore, e ha toccato numerosi temi: dal nuovo Patto per la salute ai Livelli essenziali di assistenza, dalla mobilità sanitaria al turnover del personale medico e paramedico, alle risorse per l'edilizia sanitaria e l'integrazione socio-sanitaria.

 

Ma soprattutto si è parlato di soldi: "Bisogna lavorare sull'incremento del Fondo sanitario nazionale adeguato all'incremento del Pil del nostro Paese", ha assicurato Lorenzin, aggiungendo che "i Lea sono pronti, abbiamo mandato il testo alle Regioni e abbiamo fatto un incrocio dei dati. Ora il testo è al ministero dell'Economia. Stiamo facendo delle consultazioni con le associazioni dei pazienti che riguardano il nomenclatore, che è all'interno dei Lea, per valutare possibili cambiamenti tecnici laddove possano esserci delle criticità". Quanto al personale, Lorenzin ha detto che "è una priorità per il Governo, il quale lavora sull'articolo 22 che prevede norme innovative sull'accesso alle professioni, ma anche su quelle misure che richiedono lo sblocco del turnover e lo sblocco delle risorse sul personale".

 

Infine ha difeso l'intramoenia: "la legge c'è e va applicata, attualmente abbiamo disparità forti nelle Regioni ma un sistema di informatizzazione che ci permette di controllare chi eroga il servizio". Soddisfatto per l'incontro il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini: "la linea che abbiamo deciso di tenere è che se è vero che non sono più risorse che fanno qualità in sanità, certamente non possiamo arretrare. E dunque, poichè siamo riusciti a trovare una prima intesa che prevede che il Fondo sanitario non rimarrà come previsto a 111 miliardi fino al 2019, ma dovrà aumentare nei prossimi anni, su questo c'è una piena condivisione tra ministro e Regioni: più finanziamento servirà a mantenere o aumentare la qualità". Positivi i commenti dei governatori: "da parte del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ho trovato un ascolto competitivo. Ha illustrato le linee del nuovo Patto per la Salute e noi presidenti abbiamo rappresentato le questioni, le difficoltà e le ambizioni, a partire dalle liste d'attesa", ha commentato il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso.

 

"Con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin c'è una grande sintonia, abbiamo ascoltato un lungo intervento che va dalle liste d'attesa, all'uscita per le Regioni in difficoltà dai Piani di rientro, alle questioni che attengono il personale", ha osservato anche il presidente delle Marche, Luca Ceriscioli. "Il ministro Lorenzin ha tracciato le linee guida del Patto per la salute, alcune sono condivisibili. Resta però sempre il tema del forte taglio al Fondo sanitario nazionale", ha fatto notare il vicepresidente della Conferenza delle Regioni e presidente della Liguria, Giovanni Toti. L'incontro tra i presidenti delle Regioni e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, è stato "sicuramente produttivo", per il presidente del Molise, Paolo Di Laura Frattura. Mentre la Valle d'Aosta, come Regione "speciale", ha fatto presente l'esigenza della regolamentazione della mobilità sanitaria attiva e passiva, come ha chiarito il presidente Augusto Rollandin.

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