Ex specializzandi, consegnati a Torino 9 milioni di euro

Professione | Redazione DottNet | 25/03/2016 14:07

Sentenze a senso unico a favore dei ricorrenti, emorragia di rimborsi per lo Stato La politica si mobilita per evitare esborso miliardario: mozione di 21 senatori e Ddl unificato

Avanti a senso unico l’enorme contenzioso tra lo Stato ed i medici specialisti. Dai tribunali continuano, infatti, ad arrivare sentenze che confermano il diritto al rimborso per migliaia di camici bianchi che tra il 1978 ed il 2006 hanno frequentato la scuola di specializzazione in Medicina senza il corretto trattamento economico, previsto da precise direttive europee. A Torino a molti di quei camici bianchi viene restituita una cifra enorme: 9 milioni di euro.


In conferenza stampa, oltre ai numerosi medici rimborsati, sono intervenuti personalità delle istituzioni e rappresentanti della categoria: Aldo Lupo (Presidente Uemo), Alberto Fabris (Cisl Medici Torino) e Silvio Viale (consigliere comunale Torino, commissione sanità): «Per i medici il riconoscimento di un diritto e un impegno per affrontare insieme alle istituzioni tutte le problematiche della categoria» (tra gli approfondimenti del comunicato le loro dichiarazioni).


A ricevere gli assegni sono stati i professionisti che si erano visti negare quel diritto ed hanno fatto ricorso tramite Consulcesi Group, punto di riferimento per la classe medica italiana ed europea nell’ambito della tutela legale. Sono anni che il team legale di Consulcesi ottiene vittorie per gli ex specializzandi, in favore dei quali ha già fatto riconoscere oltre 400 milioni di euro. I 9 milioni consegnati a Torino sono frutto dell’ennesima vittoria conquistata in sede giudiziaria dagli avvocati del gruppo in favore dei camici bianchi tutelati. Sono queste le somme che la Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata condannata a pagare, attraverso diverse sentenze, a centinaia di medici torinesi e delle altre province del Piemonte. Insieme ai colleghi di altre regioni d’Italia (nel caso specifico Lombardia e Liguria) ricevono assegni – completamente esentasse – attraverso cui si riappropriano delle somme negate durante la specializzazione: chi l’ha frequentata tra il 1978 ed il 1993 ha lavorato gratis mentre tra il 1994 ed il 2006 si è visto corrispondere una borsa incompleta.


«La giurisprudenza è ormai consolidata – afferma Sara Saurini, Responsabile Contenzioso di Consulcesi Group – come è evidente dalle decisioni dei tribunali di tutta Italia. Di recente la Corte d’Appello di Roma ha condannato il governo a pagare oltre 24 milioni a 667 medici di tutta Italia, facendo così lievitare ulteriormente la somma che lo Stato già deve ai medici: superiore ai 400 milioni di euro per quanto riguarda solo le nostre azioni legali con il
rischio di un esborso complessivo di svariati miliardi come messo in evidenza attraverso iniziative parlamentari tese a trovare una soluzione al problema: è arrivato il momento che il legislatore si riappropri della materia per troppi anni lasciata in mano ai giudici e colmi il vulnus aperto».


Già calendarizzato, a tal proposito, un Ddl unificato che arriva dopo i tre già in Parlamento e segue una recente mozione, firmata in maniera trasversale da 21 senatori (tra cui la piemontese Maria Rizzotti), che impegna il governo a trovare una soluzione al problema attraverso un accordo transattivo valido solo per chi avrà presentato ricorso prima della trasformazione in legge. La questione è fortemente sentita dalla politica anche in virtù di quanto affermato dal premier Matteo Renzi, che rispondendo ad un Question Time alla Camera, ha ammesso che al momento i rimborsi ai medici rappresentano la prima voce di spesa di Palazzo Chigi.


«Ora più che mai lo Stato si trova davanti ad un bivio – afferma Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi Group – continuare a pagare le sue inadempienze mentre le sentenze proseguono implacabili oppure giungere ad una transazione e risparmiare così diversi miliardi di soldi pubblici. La politica ha preso ormai atto del problema e c’è un forte interesse a chiudere la vicenda: per questo è opportuno avanzare ricorso, evitando così di rimanere fuori dai rimborsi. Proprio per questo – continua – iniziano le ultime azioni collettive. La prossima partirà il 22 aprile con numerosi OMCeO, Enti, Associazioni, Sindacati e Società Scientifiche che hanno convenzionato tutti i loro iscritti».


Consulcesi Group, consapevole della centralità della classe medica nella vita di un Paese, sostiene la categoria in tutti gli aspetti della vita professionale (e non) anche e soprattutto in un momento di difficoltà come quello che gli operatori sanitari italiani stanno vivendo in questo periodo. Nonostante lo sciopero inizialmente proclamato per il 17 e il 18 marzo scorsi sia stato poi rinviato, i problemi restano. Consulcesi è sempre in prima linea anche nella lotta contro i turni massacranti causati dalla mancata applicazione, nel nostro Paese, della direttiva europea 2003/88 sugli orari di lavoro: senza lo sblocco del turnover, spesso è impossibile garantire a tutti le 11 ore di riposo tra un turno e l’altro. Sulla vicenda sono stati già avviati oltre 7mila ricorsi con cui i medici chiedono – direttamente allo Stato e non alle Aziende – rimborsi fino a 80mila euro per ogni professionista vittima della violazione. Un occhio sempre aperto e attento Consulcesi lo dedica anche alle questioni fiscali e burocratiche, e infatti prosegue la battaglia contro le ingiustizie bancarie per difendere i medici da anatocismo, mutui irregolari e pubblicità ingannevole. I camici bianchi possono contare anche su uno scudo legale completo grazie alla partnership con il gruppo Das-Generali, individuare la migliore copertura assicurativa grazie agli esperti di SanitAssicura, aumentare il numero di pazienti ottimizzando il proprio lavoro grazie ad App myDott.


 

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