Certificati di malattia, Omceo Milano attacca l'Inail

Professione | Redazione DottNet | 28/03/2016 11:42

Molti iscritti non hanno potuto registrarsi ed ottenere le credenziali per via telematica.

La denuncia arriva dall'Omceo Milano ma potrebbe riguardare anche altre città. Secondo Il presidente, Roberto Carlo Rossi, che ha inviato una lettera alla Direzione Centrale dell’Inail, ci sono molteplici problemi riscontrati nella procedura di invio telematico dei certificati di malattia.

 

Con la missiva Rossi, contesta la possibilità di applicare le disposizioni di cui all’art 21 del D. Lgs 151/2015 riguardanti la “razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità”. La Circolare n.10 del 21 marzo 2016, inviata dall’Inail alle sedi locali, in risposta a una nota inviata precedentemente dalla Fnomceo, infatti ha risolto solo alcune questioni, lasciando tuttavia irrisolti problemi rilevanti.
 
Se da un lato – scrive l'Omceo di Milano -, si è circoscritto il concetto di medico tenuto all’invio del certificato e si sono chiarite le circostanze in cui è chiamato ad operare (“prima assistenza”), l’operatività del disposto prevede ad oggi che, alternativamente, il medico sia tenuto ad inviare alla sede INAIL competente la certificazione o tramite PEC, ovvero, se già registrato, per via telematica. La predisposizione di una PEC e il successivo invio comportano comunque la necessità di uno scanner (di cui un professionista potrebbe non disporre) e la necessità di reperire il corretto indirizzo PEC della sede INAIL competente (in base al domicilio dell’assistito)”.

 

Circa la procedura telematica, sono arrivate ad Omceo diverse segnalazioni di propri iscritti che non hanno potuto registrarsi ed ottenere le credenziali per via telematica (come lascerebbe intendere la circolare citata) perché, stante la procedura indicata, i medici di famiglia non rientrano tra i soggetti abilitati a richiedere le credenziali in remoto.
 
I medici che, perdendo anche non poco tempo, si sono recati personalmente presso il più vicino sportello Inail - sottolinea ancora l'Ordine di Milano - si sono visti subordinare il rilascio delle credenziali alla sottoscrizione di un modulo di adesione ad una non meglio specificata (in quanto non resa disponibile all’atto della sottoscrizione) convenzione Inail – Medici di famiglia del 6/9/2007, che prevede il pagamento effettuato direttamente dall’Inail al professionista su un Iban da fornire obbligatoriamente e contestualmente.
 
Omceo Milano, al riguardo, nella lettera fa presente alla Direzione Inail che: “anche in considerazione degli obblighi convenzionali del Medico di Assistenza Primaria, che non contemplano la compilazione di tale certificato, appare del tutto ingiustificato e al di fuori degli obblighi di legge subordinare il rilascio delle credenziali di accesso all’adesione alla summenzionata ‘convenzione’ e alla comunicazione all’Istituto di un numero di Iban”.
 
Nelle conclusioni della lettera, si chiede all’Inail di intervenire prontamente. “In caso contrario - afferma il presidente  Rossi - Omceo Milano chiederà alle Autorità Nazionali di intervenire nelle modalità che si riterranno più opportune”.

 

 

fonte: omceo

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