Turni massacranti, oltre 7mila i ricorsi. I tribunali collassano

Professione | Redazione DottNet | 31/03/2016 16:17

I legali di Consulcesi: «Azioni avviate contro lo Stato inadempiente per la violazione della direttiva Ue 2003/88». Le richieste arrivano fino a 80mila euro per le 11 ore di riposo negate tra un turno e l’altro e per aver superato il limite lavorativo di 48 ore a settimana imposto dalle normative europee

Salgono ad oltre 7mila i ricorsi raccolti da Consulcesi Group per la mancata applicazione della direttiva europea 2003/88 sugli orari di lavoro. A quattro mesi dall’entrata in vigore della legge 161/2014, attraverso la quale l’Italia si era adeguata a quanto disposto da Bruxelles con ben 7 anni di ritardo, numerosi professionisti continuano a chiedere supporto legale per farsi riconoscere quanto gli era stato ingiustamente negato negli anni in cui lo Stato era inadempiente.


«Per avviare il procedimento – spiegano dall’ufficio legale di Consulcesi Group, realtà di riferimento per la tutela legale del mondo medico – è sufficiente poter dimostrare di non aver goduto delle 11 ore di riposo tra un turno e l’altro di lavoro oppure di aver sforato le 48 ore settimanali. La violazione non si contesta alla propria azienda, ma direttamente allo Stato per il periodo in cui non ha rispettato le decisioni dell’Unione europea. Di conseguenza il limite è quello del 25 novembre dello scorso anno, data in cui è entrata ufficialmente in vigore la legge sugli orari di lavoro».


Secondo le prime stime, il caso coinvolgerebbe oltre 100mila medici tra ospedalieri e specializzandi (per i quali proprio pochi giorni fa il Ministero della Salute aveva ribadito il diritto ad adeguare i loro orari a quelli dei colleghi in corsia), ed è stato calcolato che le casse pubbliche potrebbero ritrovarsi di fronte ad un altro esborso di diversi miliardi. La cifra che può essere recuperata varia a seconda dei casi, ma può arrivare anche a 80mila euro per ciascun medico.


«Ai 5mila ricorsi che abbiamo avviato in pochi mesi lo scorso se ne sono aggiunti altri 2mila solo in questo primo scorcio di 2016 – afferma il presidente di Consulcesi Group, Massimo Tortorella – ma è una cifra destinata a lievitare rapidamente perché la categoria ha la netta percezione di aver subito per lunghi anni una grossa ingiustizia da uno Stato che ha approfittato del loro senso di responsabilità e della loro dedizione per quello che per molti non è semplicemente un lavoro, ma una vera missione. Evidentemente, però, si è tirata troppo la corda, generando quel fenomeno dei turni massacranti, con pesanti ripercussioni sulla salute degli stessi medici oltre che dei pazienti, ora alla base di migliaia di ricorsi. Questo, peraltro, finisce per ingolfare ulteriormente i tribunali, che come denunciano da tempo i giudici, sono già oltre i limiti della gestibilità dei procedimenti».

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