Dalla Sifac una guida per la contraccezione d'emergenza

Redazione DottNet | 04/04/2016 17:10

La Società italiana di Farmacia clinica ha diffuso il testo, già proposto a dicembre, sulle linee guida dedicate alla contraccezione

Torna d'attualità il documento presentato lo scorso dicembre dalla Sifac, la Società italiana di Farmacia clinica: in occasione di FarmacistaPiù, la manifestazione professionale dedicata ai farmacisti ha infatti riproposto il “Protocollo di indirizzo sulla contraccezione di emergenza in Farmacia”, (clicca qui per scaricare il documento completo). Il testo ha il compito di indirizzare il farmacista in materia di dispensazione di farmaci per la contraccezione d’emergenza informandolo sulla dispensazione. Dopo il via libera di Aifa, nel maggio scorso, alla vendita del farmaco a base di Ulipristal acetato (ellaOne il nome commerciale) senza obbligo di presentazione di ricetta medica per le donne maggiorenni, ai primi di marzo è scattato il semaforo verde anche  per la pillola a base di leonorgestrel (Norlevo il nome commerciale).
 
 

Per questo motivo la Sifac ha di nuovo portato all'attenzione degli operatori le sue linee guida, uno strumento in grado di aiutare il farmacista a risolvere una situazione, che potrebbe anche avere un carattere d'urgenza e quindi presentare aspetti molto delicati. È importante che il farmacista abbia la giusta formazione nella gestione delle molecole che si trova a dispensare – ha affermato il presidente Sifac Corrado Giua Marassi  e può assumere un ruolo importante verso le donne che si trovano a dover ricorrere alla contraccezione di emergenza per prevenire un’eventuale gravidanza indesiderata”.

 

 

Il protocollo Sifac riporta tutte le informazioni utili sui farmaci destinati alla contraccezione d’emergenza e questi farmaci e su come comportarsi anche in situazioni di comorbidità.

Sulla variazione di classificazione di levonorgestrel (e prima ancora di ulipristal acetato), che ha suscitato non poche perplessità all’interno della categoria dei farmacisti, alle quali hanno dato voce il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Torino Mario Giaccone e il presidente di Federfarma Roma Vittorio Contarina – è intervenuta nei giorni scorsi anche la Sigo, la Società italiana di ginecologia e ostetricia, nel tentativo di chiarire i dubbi e le preoccupazioni sollevate dai rappresentanti dei farmacisti in ordine, soprattutto, ai possibili effetti collaterali che potrebbero conseguire a un accesso più largo a farmaci che – comunque – sono ormoni.

 

 

La prima complicazione legata all’assunzione dei contraccettivi d’emergenza è il loro possibile non funzionamento”afferma al riguardo Mauro Busacca, vicepresidente Sigo. In altre parole, “se l’ovulazione è già avvenuta la pillola d’emergenza non funziona e l’effetto collaterale principale, dunque, è una possibile gravidanza indesiderata.” Busacca, però, aggiunge: “occasionali sintomi fastidiosi come perdite di sangue e nausea”, anche se insiste sul fatto che “tutte le evidenze scientifiche indicano che le due molecole svolgono un’azione preventiva dell’ovulazione e non post-ovulatoria, questo significa che di fatto non sono abortivi ed è stato dimostrato che, in caso di concepimento già avvenuto, non hanno effetti teratogeni sul bambino”.

 

 

Il documento Sifac

 

 

Fonte: sifac

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