Ddl concorrenza, dopo le dimissioni della Guidi battuta d'arresto

Redazione DottNet | 05/04/2016 14:53

Il provvedimento è ormai alle ultime battute: incognita sui tempi

Se lo erano chiesti in molti giovedì, alla notizia delle dimissioni del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi. Ora dal Senato arriva la risposta: sì, è forte la probabilità che quanto accaduto al Mise imponga una battuta d’arresto all’iter del ddl concorrenza in commissione Industria di Palazzo Madama. LO ha detto ieri a chiare lettere Luigi Marino (Ap), relatore del disegno di legge con Salvatore Tomaselli (Pd): «Non ci può non essere uno stop» ha detto all’Ansa «perché allo Sviluppo manca il ministro e non credo che il sottosegretario (Antonio Gentile, ndr) voglia portarlo avanti comunque».

Dello stesso orientamento anche Tomaselli. «Credo che una pausa di rispetto nei confronti del nuovo ministro, chiunque sarà, sia doverosa. Immaginiamo e ci auguriamo - ha aggiunto - che questa pausa sia il più breve possibile anche perché il provvedimento ormai è alle ultime battute». Intanto, con Federica Guidi fuori causa, si riaccende sui giornali la solita querelle sulle liberalizzazioni più o meno coraggiose del Governo: in un corsivo pubblicato venerdì da Il Foglio, il presidente della commissione Industria, Massimo Mucchetti (Pd), risponde alle frecciate lanciate qualche settimana prima dalle pagine del Corriere dal solito Francesco Giavazzi: «Stupisce» scrive Mucchetti «che Giavazzi lamenti il divieto della distribuzione dei farmaci di fascia C, ma non colga come l’apertura indiscriminata al capitale della proprietà delle farmacie, che sono piccoli monopoli territoriali, sia esattamente quanto chiede la multinazionale Walgreens Boots Alliance. La quale risulta in qualche rapporto con la politica italiana».

 

fonte: federfarma

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