Def, sarà in aumento la spesa sanitaria

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 10/04/2016 11:11

Le uscite per la sanità cresceranno nel 2017 a 114,8 miliardi di euro, per poi passare a 116,2 miliardi l’anno dopo e a 118,5 nel 2019.

La spesa sanitaria pubblica salirà nel 2017 a 114,8 miliardi di euro, per poi passare a 116,2 miliardi l’anno dopo e a 118,5 nel 2019. In termini tendenziali significa un tasso medio di crescita dell'1,5% all’anno, un punto in meno rispetto all’incremento stimato del Pil (+2,8%). Sono alcune delle indicazioni che, in tema di Ssn, arrivano dal Def 2016, il Documento di economia e finanza approvato dal Consiglio dei Ministri. I numeri che snocciola il capitolo dedicato alla Sanità (anticipato in serata dal sole24ore) sembrerebbero confermare le anticipazioni diffuse nelle settimane scorse dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Anche se la certezza si potrà avere soltanto dopo un’analisi di dettaglio delle tabelle.

Il Documento, in ogni caso, fissa a 112,4 miliardi di euro la spesa sanitaria 2015, con un incremento rilevante delle uscite per consumi intermedi determinato principalmente dagli acquisti di farmaci (+20%, causa innovativi e medicinali per l’epatite C). La previsione per il 2016, invece, ferma la spesa Ssn a 113,4 miliardi, per un aumento dello 0,9% rispetto all’anno scorso. Tale stima, si legge nel Documento, tiene conto della «manovra da 1.783 milioni prevista dalla Legge di stabilità 2016 e, per gli anni successivi, il contributo del settore sanitario alla manovra a carico delle regioni, introdotta sempre dalla Legge di stabilità 2016. Tale contributo è stato definito in sede di Intesa Stato-Regioni in 3.500 milioni per il 2017 ed in 5.000 milioni a decorrere dal 2018».

Per quanto concerne il Pil, invece, la previsione è di una crescita quest’anno dell’1,2%, nel 2017 dell’1,4% e nel 2018 dell’1,5%. Di conseguenza, dice ancora il Def, il rapporto debito/Pil si assesterà quest’anno al 132,4%, nel 2017 al 130,9%, nel 2018 al 128% e nel 2019 al 123,8%. Le riforme, dal canto loro, faranno sentire i propri effetti sul Prodotto interno lordo a partire dal 2020, quando alla crescita base si aggiungerà un ulteriore incremento del 2,2% (che diventerà il 3,4% nel 2025).

Anche per questo motivo, il Governo ripone parecchie speranze nel Piano nazionale delle riforme, che accompagna il Def. E in tale Piano, l’esecutivo scrive che sul ddl concorrenza l’auspicio è quello di arrivare alla conversione in legge «entro giugno». Dopodiché, prima di fine anno, arriverà anche la seconda «Legge annuale sulla concorrenza», che sarà varata dopo la relazione di rito dell’Antitrust» e dovrebbe occuparsi di «comunicazioni, sanità, trasporti e servizi pubblici locali, in raccordo con la riforma della Pubblica amministrazione».

 

fonte: federfarma

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