La Sifo propone gli armadi ospedalieri per tracciare i farmaci

Redazione DottNet | 12/04/2016 13:56

Farmacisti ospedalieri, così qualsiasi medicinale viene registrato

Dopo il drammatico caso di Piombino, dove un'infermiera è stata arrestata con l'accusa di aver ucciso 13 pazienti in due anni, la SIFO, Società dei farmacisti ospedalieri e dei servizi territoriali, propone armadi speciali per i farmaci in modo da tracciare chi li ha presi e per cosa.

Sono proprio loro, infatti, i farmacisti che lavorano negli ospedali e nei servizi territoriali, a gestire le confezioni di medicinali che vengono utilizzate nei reparti (e non solo). A Piombino, secondo gli inquirenti, la donna arrestata avrebbe ucciso i pazienti con iniezioni letali di eparina (farmaco anticoagulante). Le conferme arriverebbero anche da riscontri analitici effettuati dai medici legali sui pazienti deceduti.

Maria Grazia Cattaneo, membro del direttivo SIFO, spiega che "ci sono molte realtà in cui è possibile, fortunatamente, tracciare tutto il percorso della terapia perché sono informatizzate". In ogni caso, "qualunque pezzo esca dalla farmacia ospedaliera, è registrato, perché c'è una nota di carico-scarico da parte della farmacia". Il monitoraggio e il controllo, dunque, sono costanti, "ed è comunque dovere della farmacia garantire la tracciabilità". Negli ospedali più all'avanguardia, poi, sono presenti gli armadi automatizzati di reparto e le cartelle cliniche che permettono un livello più alto di tracciabilità.

Sul punto interviene Marcello Pani, Presidente SIFO e coordinatore dell'Area Scientifica Logistica ed Innovazione, che si occupa anche del progetto "Padlock", che riguarda proprio la sicurezza delle farmacie ospedaliere: "i farmacisti ospedalieri sono favorevoli all'installazione di armadi automatizzati e carrelli intelligenti nelle corsie e nelle sale operatorie degli ospedali, in sostituzione di scaffali e armadi tradizionali. La tecnologia di tali apparecchiature consente di limitare l'accesso e il prelievo agli operatori sanitari autorizzati tramite riconoscimento degli stessi e registrazione dell'evento.

L'erogazione del farmaco o del dispositivo medico avviene in funzione del paziente e della terapia prevista, vengono segnalate eventuali anomalie e ripristinate automaticamente le scorte dal magazzino della farmacia".

A questo proposito, Piera Polidori, Vice Presidente SIFO, esperta in Rischio Clinico e coordinatrice scientifica del progetto internazionale "Farmacista di dipartimento in Antimicrobial stewardship", attivo in 6 ospedali italiani. "Il farmacista di dipartimento o di reparto, ove presente, contribuisce a migliorare l'efficienza e la sicurezza delle terapie rivolte al paziente", afferma Polidori. Precedenti esperienze SIFO in questo campo hanno mostrato importanti vantaggi nella gestione del farmaco e anche il progetto Antimicrobial Stewardship, in itinere, promette risultati positivi sia in termini di performance che di gestione.

"Il farmacista SIFO è stato sempre attento alla sicurezza del paziente", ricorda Polidori, tanto che SIFO "ha un'area nazionale scientifico-culturale sul Rischio clinico molto attiva che ha sviluppato diversi progetti sulla sicurezza del paziente e ha collaborato alla stesura delle raccomandazioni del Ministero della Salute sulla sicurezza dei pazienti". Infine, Polidori ricorda che "l'eparina è un farmaco ad alto rischio per il paziente e sia le raccomandazioni del Ministero della Salute che gli standard Joint Commission International, raccomandano un doppio controllo da parte degli operatori sanitari durante tutta la filiera del farmaco".