Privacy, nessun onere per le farmacie

Farmacia | Redazione DottNet | 12/04/2016 14:02

Il testo detterà norme comuni in materia di privacy per tutti i 28 Paesi dell'Unione

Ha ottenuto il via libera del Consiglio Ue la proposta di Regolamento per la protezione dei dati personali al quale Commissione europea e Parlamento di Strasburgo stanno lavorando da quasi quattro anni. Il testo, che ora va all’assemblea per il voto finale, detterà norme comuni in materia di privacy per tutti i 28 Paesi dell'Unione, che dovranno così rinunciare alle loro leggi nazionali (nel caso dell’Italia, il D.lgs 196/2003). L’obiettivo del Regolamento, infatti, è quello di accrescere il livello di protezione dei dati personali e allo stesso tempo agevolare il Mercato unico digitale attraverso una significativa semplificazione burocratica.

Per realizzare il primo punto, il testo assicura agli individui maggiori strumenti di controllo sui propri dati, anche attraverso un’informazione più puntuale di dove vanno e cosa accade alle loro informazioni. La seconda meta, invece, viene raggiunta attraverso uno snellimento delle procedure amministrative a carico principalmente di medie e piccole imprese: chi opera sul Mercato unico digitale, per esempio, non sarà più costretto a confrontarsi con ogni singola autorità nazionale per la privacy, ma potrà lavorare con l’agenzia del proprio Paese, le cui decisioni varranno anche per tutte le altre.

In altri casi, invece, il Regolamento aggiunge nuove incombenze. Pubbliche amministrazioni e aziende che trattano un’elevata mole di dati, per esempio, saranno obbligate a designare un “data protection officer” che vigilerà sul rispetto delle norme europee. La disposizione vale anche per il settore sanitario, ma è orientamento consolidato che la norma non si applichi alle farmacie e alle piccole imprese, che non sarebbero in grado di sostenere un costo di tale entità. Dello stesso avviso Federfarma, che sta seguendo da vicino il percorso del testo. Ancora lungo: entro aprile dovrebbe essere approvato dal Parlamento europeo, quindi si dovranno attendere altri due anni perché entri in vigore. Ci sarà tutto il tempo di approfondire.

 

fonte: federfarma

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