Cassazione: l'Irap è dovuta dal professionista che fa tutto da solo

Professione | Redazione DottNet | 14/04/2016 20:47

Il verdetto arriva dalle Sezioni Unite che impone il pagamento agli studi professionali

Società semplici e studi professionali sono sempre tenute a pagare l'Irap, l'imposta regionale sulle attività produttive, indipendentemente dal fatto che svolgano o meno la loro attività con organizzazione di capitale e lavoro altrui. Insomma l'Irap devono pagarla tutti, anche chi lavora facendo quasi tutto da solo e senza avere nemmeno un dipendente. Ed è del tutto inutile tentare di dare la prova della propria 'autarchia' per evitare di pagare il salasso. Lo hanno deciso le Sezioni Unite della Cassazione - sentenza 7371 depositata ieri - intervenendo su un tema che ha dato adito a diversi orientamenti giurisprudenziali.

 

In particolare, è stato accolto il ricorso e il punto di vista dell'Agenzia delle Entrate contro una decisione della Commissione tributaria regionale di Bologna che aveva 'esonerato' una società semplice, che svolgeva attività di amministratore condominiale, dal pagamento dell'Irap. Secondo la Commissione regionale emiliana, "la sussistenza delle circostanze che legittimano l'applicazione del tributo deve essere riscontrata attraverso una analisi economica e qualitativa dell'attività esercitata, potendo esistere attività autonome svolte in assenza di organizzazione di capitali e lavoro altrui, che a parere di questa commissione sussiste in questo caso, in quanto il contribuente ha sufficientemente provato e documentato tale assenza, avendo esercitato la propria attività autonoma in via quasi esclusivamente personale, senza l'ausilio di personale dipendente e/o di ingenti cespiti", sicchè "manca il presupposto impositivo previsto dall'art.2 del d.lgs. 446/97".

 

Invece, in base al principio fissato dalle Sezioni Unite, "presupposto dell'imposta regionale sulle attività produttive è l'esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione e allo scambio ovvero alla prestazione di servizi; ma quando l'attività è esercitata dalle società e dagli enti, che siano soggetti passivi dell'imposta a norma dell'art. 3 d.lgs. 15 dicembre 1997, n.446 - comprese quindi le società semplici e le associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l'esercizio in forma associata di arti e professioni - essa, in quanto esercitata da tali soggetti, strutturalmente organizzati per la forma nelle quale l'attività è svolta, costituisce 'ex lege', in ogni caso, presupposto di imposta, dovendosi perciò escludere la necessità di ogni accertamento in ordine alla sussistenza dell'autonoma organizzazione".

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