Riforma Mmg: sarà caos nei pronto soccorso

Medicina Generale | Redazione DottNet | 14/04/2016 20:55

Cgil contro il nuovo modello; Lorenzin, l'obiettivo è l'aumento del personale. La reazione dello Snami e Smi

Rischio caos nei Pronto soccorso di notte. E' questa la conseguenza che potrà derivare dall'applicazione della nuova riforma dell'assistenza della medicina generale, che prevede la nascita di studi medici h16, dalle 8 a mezzanotte, dove l'assistenza sarà garantita da medici di famiglia e di continuità assistenziale (ex guardia medica) a turno. A denunciare il pericolo, all'indomani dell'approvazione dell'atto di indirizzo per il rinnovo delle convenzioni dei medici di famiglia, è la Fp-Cgil Medici, insieme a vari sindacati di categoria, mentre, dal canto suo, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin assicura che l'obiettivo è ora proprio un aumento del personale medico.

 

''E' una riforma estremamente positiva - ha detto Lorenzin - e credo sia un passo fondamentale per l'integrazione tra territorio e ospedale. Era un atto atteso da tempo e sono molto soddisfatta''. Quanto ai timori avanzati dai sindacati anche sulla scarsità del personale per poter applicare il nuovo modello assistenziale, Lorenzin risponde appunto che ''l'obiettivo è ora proprio l'aumento del personale medico''. Secondo il nuovo modello, i 16.500 medici di continuità assistenziale saranno anch'essi spostati nella fascia 8-mezzanotte, mentre da mezzanotte alle 8 del mattino il cittadino dovrà rivolgersi in caso di necessità al 118, venendo a mancare la presenza della guardia medica.

 

In pratica, avvertono Cgil e Cgil Funzione Pubblica, si ''elimina la guardia medica notturna, oggi incaricata di visite domiciliari e consulenze mediche telefoniche che possono risolvere il problema, evitando di andare al pronto soccorso''. Parla di ''bluff a danno di medici e pazienti" che porterà "ad un uso improprio del 118" il Sindacato Medici Italiani (Smi), quello maggiormente rappresentativo della guardia medica, che per queste ragioni annuncia per l'11 maggio una manifestazione a Roma. Critiche arrivano pure dalla Società Italiana medicina di Emergenza Urgenza (Simeu). Di parere opposto la Federazione dei medici di medicina generale Fimmg, che sottolinea come ''l'assistenza sarà garantita h16 nelle ore diurne quando c'è una maggiore richiesta, ma questo non determinerà il rischio di intasamenti di notte nei Pronto soccorso, poichè i maggiori accessi avvengono appunto nelle ore diurne e non di notte''.

 

Continuano le nostre perplessità” esordisce Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami commentando l’approvazione dell’Atto d’indirizzo  “già espresse alla divulgazione della prima bozza. Lo scorso fine settimana il nostro comitato centrale, formato dalla dirigenza sindacale eletta ed il nostro consiglio nazionale, rappresentato dai presidenti regionale e provinciali, riunito a Riva del Garda, si è chiaramente espresso sull’argomento. Nella mozione finale dell’incontro abbiamo chiaramente indicato le criticità a questo atto di indirizzo, la nostra contrarietà alla legge Balduzzi, e quella che deve essere la politica da portare avanti nella trattativa per il rinnovo dell’Acn”.
 
Da una parte – sottolinea Testa - la gradualità del cambiamento con la finalità di preservare l’attuale  trattamento economico e tutela lavorativa dei Medici e dall’altra di consentire, così come dice la legge, l’adeguamento dell’assistenza territoriale alle peculiari situazioni locali. Inoltre per noi è fondamentale che i medici di continuità assistenziale che entreranno nel ruolo unico della medicina generale abbiamo la garanzia delle 38 ore settimanali senza perdita di posti lavoro e che per l’emergenza sanitaria territoriale sia definito il proprio ruolo specifico e che sia rafforzato il settore, anche attraverso l’organizzazione annuale di corsi di formazione e la promozione di tutele normative a garanzie del comparto”.

 

Per quanto riguarda gli “annunci di una rivoluzione imminente, rassicuro i nostri iscritti che ci faremo valere al tavolo delle trattative secondo la nostra filosofia e politica Snami, che siamo per l’elezione democratica dei nostri rappresentanti in seno  alle nuove forme organizzative, che gli accertamenti ed esami non verranno prenotati da noi ma dalle segretarie e che ci batteremo per la sperimentalità, gradualità e reversibilità dei percorsi. Ribadiremo alla parte pubblica nazionale e poi a quelle regionali che se i loro intendimenti per il ruolo unico saranno di una sorta di ‘tutti contro tutti’ sbagliano di grosso perché, senza migliorare il servizio, faranno aumentare a dismisura i conti delle cure territoriali senza che possiamo minimamente permettercelo! Secondo Noi bene sarebbe stato lasciare le cose come stavano migliorando e rafforzando alcuni comparti della Medicina generale, volutamente trascurati .Viceversa si rischia di peggiorare e lasciare i cittadini, soprattutto la notte, in balia di un servizio di assistenza medica che potrebbe essere sottodimensionato o addirittura non esserci”.

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