Nasce la Federazione radiologi, sono oltre 15 mila

Redazione DottNet | 16/04/2016 17:47

E' la più grande associazione d'Europa; riunisce le cinque principali realtà scientifiche del comparto

"Un momento storico in 121 anni di radiologia: nasce una Federazione che mette in comune le diverse esperienze di diagnosi, terapia e ricerca, trova una nuova visibilità per i suoi professionisti e si costituirà come interlocutore credibile con le istituzioni locali e nazionali". Le parole del professor Carlo Masciocchi (nella foto), presidente della Sirm (Società italiana di radiologia medica), fanno capire l'importanza attribuita in seno al comparto radiologico della costituzione, celebrata all'Aquila, della Fidesmar (Federazione italiana delle società mediche dell'area radiologica), che riunisce le 5 principali associazioni e realtà scientifiche del comparto.

 

La nuova nata si segnala come una 'corazzata' di 15 mila iscritti che diventa la federazione specialistica più grande d'Europa. Ad unirsi ieri all'Aquila, città ancora alle prese con la ricostruzione post terremoto ma centro di grande tradizione nel campo radiologico, sono state l'Associazione italiana di medicina nucleare (Aimn), l'Associazione italiana di neuroradiologia (Ainr), l'Associazione italiana di radiobiologia (Airb), l'Associazione italiana di radioterapia oncologica (Airo) e la Società italiana di radiologia medica (Sirm).

 

"Non è un atto solo estetico, ma veramente sostanziale, un'organizzazione di più anime sul piano scientifico, culturale e professionale - ha aggiunto Masciocchi - Nasce per far coincidere una serie di necessità e di volontà di crescita parlando un gergo comune. Costituirà una controparte per le figure amministrative e politiche che possa dare un'unica voce coordinata e di rappresentanza di tutti". La firma dell'accordo per la nascita dell'ente è avvenuta al termine di un affollato incontro presso la sala conferenze dell'hotel "La Dimora del Baco" dell'Aquila: un segnale di rinascita, dopo il terremoto del 6 aprile 2009, per una "piazza" storicamente importante della radiologia italiana, sottolineato con entusiasmo da tutti i presenti. Questo anche in ricordo per tre figure importanti che hanno lavorato nel capoluogo in epoche recenti e sono scomparse negli anni scorsi: il professor Roberto Passariello, padre nobile della disciplina, e i professori Massimo Gallucci e Riccardo Maurizi Enrici. "Anche per questo mi sono sentito autorizzato a chiedere di ospitare all'Aquila questo incontro per la ratifica", ha aggiunto Masciocchi.

 

A moderare i lavori il professor Antonio Rotondo, responsabile della Radiologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Napoli, che ha ripercorso la storia della disciplina fin dal 1895, partendo dall'immagine di una Rocca, come quella aquilana di Calascio, per simboleggiare l'unione delle associazioni.

 

Ha ricordato che "il nome Fidesmar non è una semplice accozzaglia, tutti vengono rappresentati con univoco valore" e che alla luce dell'accordo "diventiamo numericamente la federazione di specialità più numerosa sul territorio europeo". "È un momento storico - ha confermato anche il professor Onelio Geatti (direttore della Medicina nucleare dell'Ospedale di Udine), presidente di Ainm - Coroniamo un sogno che 25 anni avevano intravisto i fondatori della mia associazione, è una grande soddisfazione che tutti i medici che hanno il denominatore comune di lavorare con radiazioni ionizzanti abbiano la possibilità di interagire e presentarsi in maniera unitaria. Un motivo di soddisfazione e un riconoscimento al professor Masciocchi, principale artefice di questa possibilità - ha aggiunto - e un motivo in più per ricordare il professor Massimo Gallucci che aveva la cattedra qui".

 

Per il dottor Alberto Beltramello (direttore della Neuroradiologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Verona), presidente di Ainr, "l'unione fa la forza, mettiamo insieme le nostre comuni esperienze, la formazione, la ricerca, il futuro, e anche, perché no, il 'peso' con cui possiamo farci sentire a livello locale, regionale e nazionale. In campo della radiologia e neuroradiologia ma anche negli altri - ha aggiunto - l'Italia gode di credito eccellente com'è dimostrato dalla messe di pubblicazioni presentate nei vari congressi dove siamo ai primissimi posti".

 

Il professor Renzo Giacinto Corvò (ordinario di Radioterapia all'Università degli Studi di Genova) presidente di Airb, ha riconosciuto il "momento fondamentale per tutte le discipline coinvolte, la radiobiologia ha sempre accompagnato nei decenni la vita dei radiologi perché si occupa delle interazioni delle radiazioni ionizzanti e non con la materia. Questa è un'ulteriore forza che ci sarà all'interno della federazione - ha rimarcato - per unire tutte le associazioni in un campo base di nuove conoscenze e aprire nuovi scenari non solo nella ricerca ma anche nella didattica".

 

Il dottor Elvio Grazioso Russi (primario di Radioterapia all'Ospedale di Cuneo), presidente di Airo, ha voluto sottolineare "l'importanza di riconoscerci di nuovo tutti insieme, perché siamo una disciplina unica. Da piccoli immaginavamo la possibilità di entrare nel corpo umano in maniera magica e oggi lo possiamo fare - ha proseguito - sia per conoscere la diagnostica, la medicina nucleare, sia per poter andare a colpire il nemico nel punto giusto, con delle radiazioni che sono come una lama, passano tra molecole senza ferire per andare dritte al bersaglio. Questa disciplina tutta insieme ha davvero molto da dire". Oltre ai massimi esperti della disciplina medica, tra i presenti anche il direttore generale della Asl provinciale dell'Aquila, Rinaldo Tordera, la rettrice dell'Ateneo aquilano, Paola Inverardi, e il direttore del dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche dello stesso ateneo, Edoardo Alesse.

 

 

Fonte: ansa