Il Servizio Sanitario Nazionale passa l'esame degli italiani

Redazione DottNet | 14/01/2009 21:06

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A trent'anni dalla sua istituzione il Ssn raccoglie la fiducia del 54% degli italiani ed è preferito alla sanità privata che piace solo a 3 italiani su dieci. Ma gli italiani che ripongono fiducia nel lavoro dei medici, chiedono anche più attenzione.

Un percorso di ''umanizzazione delle cure'' mai veramente decollato sul quale le intenzioni del governo e dei sindacati sembrano convergere: fare entrare nei curricula dei medici proprio la comunicazione medico-paziente. Ed in proposito il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio, si dice pronto a tracciare un percorso di questo tipo. L'Italia della salute sembra comunque spaccata in due: una al Nord promossa a pieni voti e una al Centro-Sud, dove disfunzioni e carenze, in particolar modo organizzative e strutturali, fanno scendere il gradimento e la fiducia sotto la soglia del 50%, svela una indagine promossa dal sindacato medico Anaao Assomed e realizzata dalla Swg di Trieste su un campione rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 25 anni. Una disparità di giudizi, quella tra nord e resto d'Italia, che sembra però annullarsi quando ci si rivolge a persone che hanno avuto una esperienza diretta recente con i servizi sanitari. La qualità delle cure e delle prestazioni ospedaliere è infatti giudicata soddisfacente dal 72% degli intervistati. Una media che comprende la soddisfazione del Nord (82%) ma anche quella del Centro (68%) e del Sud (57%). Giudizi quasi analoghi sul personale medico e sanitario, che risulta promosso dal 70% degli italiani (80% Nord, 63% Centro e 60% Sud). Gli ospedali del Sud sono invece penalizzati per la gestione, con giudizi che scendono sotto la soglia del 50% quando si parla di comfort, vitto, organizzazione, servizi di informazione e igiene. ''Non ci può essere umanizzazione delle cure senza la formazione del personale'' ha detto Fazio intervenuto alla presentazione dei dati e ricordando che è al lavoro anche una commissione (composta da alcuni architetti) che dovrà proporre dei ''moduli'' organizzativi dentro gli ospedali per renderli più a misura di malato. Ma al sindacato Fazio ha chiesto collaborazione per individuare le tappe della formazione dei medici dove inserire la nuova materia della comunicazione al paziente. ''Purtroppo - ha infatti ammesso Carlo Lusenti, segretario nazionale dell'Anaao-Assomed - le università oggi sfornano solo tecnici ma non si affronta mai il tema dell'ascolto del malato''.