Siglato l’accordo Lorenzin-Cantone contro la corruzione nella Sanità

Professione | Redazione DottNet | 21/04/2016 17:49

Istituita una Task Force per monitorare l'attuazione dei protocolli di anticorruzione nella Sanità.

Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, e Raffaele Cantone, Presidente dell’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione), hanno siglato oggi il protocollo che istituisce Task force con il preciso obiettivo di effettuare controlli sulla corretta esecuzione del Piano Nazionale Anticorruzione - sezione sanità, approvato di recente.

Le Task force, che partiranno da settembre 2016, avranno il compito di effettuare i controlli presso le aziende sanitarie, «perché – come sostiene il ministro Lorenzin - il rischio è che le norme non abbiano applicazione nei territori». Il protocollo avrà la durata di 36 mesi, tuttavia un primo bilancio dei risultati ottenuti, secondo Cantone, sarà disponibile già entro la fine del 2016.

Carabinieri dei Nas e ispettori del Ministero e dell'Anac comporranno la task force. Lo scopo, in sostanza, sarà verificare che i protocolli anticorruzione siano applicati correttamente. «La task force – sottolinea Lorenzin – non vuole essere una fase repressiva ma di prevenzione. Dobbiamo cioè cambiare l'approccio culturale perché a volte non c'è neppure consapevolezza che non si stiano rispettando le regole o che ci siano comportamenti lesivi».

L’obiettivo dell’accordo è dare uniformità al livello di controllo e prevenzione, dagli appalti alle liste di attesa. Per rendere possibili i controlli dell'attuazione dei piani di prevenzione della corruzione sul campo è prevista, inoltre, anche la collaborazione dell’Agenas (Agenzia Nazionale per Servizi Sanitari Regionali).

Per non aumentare gli oneri pubblici, sarà istituito presso l'Anac un registro del personale ispettivo con i requisiti richiesti.

Infine, è stato istituito anche il gruppo del Nucleo Operativo di Coordinamento (Nuoc), composto da tre rappresentanti del ministero della Salute, di Anac e Agenas. Il Nuoc svolgerà funzioni di supporto per le attività ispettive.

I medici hanno accolto con entusiasmo l’accordo, ma ritengono fondamentale coinvolgere gli operatori sanitari.

«Solo con il coinvolgimento dei medici – ha dichiarato Diego Piazza, presidente Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) – si possono combattere gli sprechi e la corruzione».

 Fonte: Ansa

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