Il ricercatore non sarà più un dipendente della P.A.

Redazione DottNet | 27/04/2016 21:16

Da nuovo profilo giuridico a figura ad hoc per la ricerca industriale

Più libertà d'azione e meno freni burocratici per ''giocare con le stesse regole'' dei colleghi europei. Il rilancio della ricerca italiana passa anche da un profondo cambiamento dello status giuridico dei ricercatori, che non possono più continuare ad essere classificati come ''dipendenti pubblici tout court''. Queste le direttrici future per lo sviluppo del settore agli Stati Generali della ricerca sanitaria organizzati dal Ministero della Salute, nel giorno in cui il premier Matteo Renzi annuncia lo stanziamento di 2,5 miliardi per il comparto. ''Domenica 1° maggio - ha detto Renzi nella e-news - onoriamo la Festa del Lavoro non solo con le cerimonie ufficiali ma con un Cipe straordinario che stanzierà 2,5 miliardi di euro sulla ricerca e un miliardo di euro sulla cultura''.

Il primo obiettivo, come ha indicato in un messaggio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, resta appunto ''compiere ogni sforzo per incrementare le risorse a disposizione". Questo perchè, ha sottolineato, ''investire nella ricerca vuol dire investire nel nostro futuro e far crescere le potenzialità del Paese. E per questo deve diventare una delle priorità dell'agenda italiana''. Proprio in questa direzione va l'annuncio di Renzi: ''Il lavoro che verrà in Italia - ha affermato il premier nell'e-news - sarà creato anche e soprattutto dalla scommessa sul capitale umano: ricerca e cultura smettono di essere i settori da tagliare e diventano quelli su cui investire".

Incrementare dunque gli investimenti, partendo dai numeri del Piano nazionale della ricerca che, ha ricordato il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, ''stanzia 2,5 mld di euro, un quarto dei quali andrà alla ricerca sanitaria, che è una priorità". Ma va colmato un 'vulnus', ha avvertito il ministro della Salute Beatrice Lorenzin: "L'Italia è il quinto Paese al mondo per pubblicazioni scientifiche ed è al 12/o per investimenti in ricerca biomedica, eppure sono poche le ricerche che si sviluppano poi in opportunità concrete come start-up o brevetti, e questo è un vulnus grave.

Ma il punto di svolta sarà anche il nuovo profilo che si sta disegnando per i ricercatori italiani: ''Sino ad ora - ha detto Giannini - sono stati trattati come normali dipendenti pubblici, ma questo non funziona. E' un aspetto che affrontiamo con una delega specifica alla legge Madia, che renderà la figura del ricercatore libera di giocare con le stesse regole che hanno i ricercatori di altri Paesi. Questo permetterà al nostro sistema di aprirsi".

La proposta punta proprio alla realizzazione di un ruolo unico dei ricercatori, mettendo l'accento su libertà di ricerca, autonomia professionale, titolarità di progetti e finanziamenti. No solo: c'è pure ''un percorso legislativo per riconoscere la figura del 'ricercatore industriale' - ha annunciato la vicepresidente di Confindustria, Diana Bracco -. Si tratta di un profilo di ricercatore che potrà avere un percorso con accesso alternato al settore pubblico e privato, e ciò aumenterebbe la possibilità di trasferimento tecnologico". Insomma, nuove strategie che si affiancano ad un'altra grande opportunità rappresentata dal progetto Human Technopole di Milano: una ''occasione di portata nazionale e internazionale'', ha rilevato il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina, mentre Giannini ha annunciato che l'obiettivo è portare al nuovo polo 1600 ricercatori dal mondo per creare un sistema integrato.