L'11 maggio in piazza: no al medico di famiglia H16

Redazione DottNet | 30/04/2016 19:16

E' un errore spostare il peso sul 118, il sistema delle emergenza è a rischio

Delegazioni da tutta Italia e microfoni aperti a cittadini, professionisti e rappresentanti delle istituzioni. All'insegna dello slogan "Renzi non spengere le luci dell'assistenza notturna", tornano in piazza i camici bianchi italiani, per dire no al medico di famiglia h16, il modello di assistenza territoriale che, se attuato, rischia di mettere alla prova la tenuta del sistema di emergenza-urgenza. Mentre ancora irrisolti restano i nodi che nel corso degli ultimi mesi avevano portato la categoria a esprimere più volte il proprio malcontento.

 

Indetta dal Sindacato medici italiani (Smi) per il prossimo 11 maggio a Montecitorio, la manifestazione ha ottenuto l'adesione anche di Fp Cgil Medici, Cisl Medici, Fpl Uil Medici e Sindacato medici del territorio (Simet). Obiettivo della protesta, la revisione del nuovo Atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione di medicina generale: messo a punto dal Ministero della Salute e approvato dalle Regioni, mira a potenziare le cure primarie, ovvero a mettere in condizione i medici di famiglia di poter assistere i malati cronici e alleggerire così il carico degli ospedali. Di fatto però non prevede risorse economiche aggiuntive.

 

Di conseguenza, spiegano i sindacati, "riduce l'assistenza della medicina generale da 24 ore su 24 a 16 ore su 24 nei giorni feriali e a 12 ore il sabato e i festivi, delegando nei restanti orari tutti gli interventi sanitari, dai codici bianchi ai codici rossi, al sistema di emergenza urgenza 118". In pratica, sottolineano, "i medici del 118 dovrebbero occuparsi anche di febbre, mal di pancia, mal di schiena, con il rischio di lasciare scoperto quel paziente a cui l'ambulanza può salvare la vita. Inoltre per qualunque malore notturno il cittadino rischia di andare al pronto soccorso".

 

Si tratta, spiega Pina Onotri, segretario Smi, di "un nuovo passo avanti verso lo smantellamento della sanità pubblica. Settemila guardie mediche con contratto a tempo determinato che oggi assicurano i turni notturni capillarmente sul territorio verranno mandate via, mentre quelle a tempo indeterminato ricollocate". Al sit in, che si terrà dalle 9 alle 14, non parteciperà invece la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), favorevole all'accordo. Ma a fare da cornice, restano i malcontenti che avevano portato i sindacati a indire lo sciopero del 17 e 18 marzo scorso, poi sospeso dopo l'apertura di un confronto con il Governo: ovvero il decreto taglia esami, ma anche problemi che si trascinano da anni, come precariato, contratti e tagli al Servizio Sanitario Nazionale.

 

Il nuovo incontro su questi temi (ma non sull'h16) è previsto per il 4 maggio, con il ministro della Salute Lorenzin, i rappresentanti delle Regioni, del Miur e della Pubblica amministrazione. "Ci aspettiamo per quel giorno - spiega Massimo Cozza, segretario Fp Cgil - delle risposte, in particolare, a una serie di temi legati all'art.22 del Patto per la Salute, ovvero il processo di formazione dei medici, la laurea abilitante, i precari, la retribuzione accessoria congelata, il rinnovo dei contratti e delle convenzioni".