Maxi sequestro a un medico: era pagato dalle case farmaceutiche

Professione | Redazione DottNet | 03/05/2016 18:52

Tolti beni per 588mila euro ad un medico dell'Istituto Tumori di Bari. Avrebbe svolto attività intramoenia sovvenzionate dalle industrie

I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Bari hanno eseguito un sequestro conservativo di due immobili, situati a Salerno, un'auto di lusso, numerosi rapporti finanziari e "ogni eventuale credito con l'Inps", per un ammontare di poco più di 588 mila euro, appartenenti ad un dirigente sanitario, ora in pensione, dell'Irccs Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari.

I militari hanno eseguito un provvedimento della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Puglia, su richiesta della Procura regionale della Corte dei Conti di Bari. Il sequestro scaturisce da un'indagine dei finanzieri nel settore della spesa sanitaria sulla corretta applicazione delle norme che danno la possibilità ai medici pubblici di svolgere attività intramoenia. Nella circostanza è stato rilevato che il medico aveva svolto attività di docenza e consulenza per conto di varie aziende farmaceutiche, nonché coordinato vari progetti scientifici, senza richiedere l'autorizzazione al proprio ente di appartenenza, con conseguente obbligo di riversare allo stesso ente le somme percepite come compensi.

Da approfondimenti delegati dal procuratore regionale della Corte dei Conti, Francesco Paolo Romanelli, i finanzieri hanno accertato che i compensi, pari a 588 mila euro, erano stati ricevuti sostanzialmente direttamente dalle case farmaceutiche, con grave ed evidente conflitto di interesse. Al dirigente sanitario è stata inoltre notificata una diffida al pagamento della stessa somma, oltre ad interessi e rivalutazione monetaria, insieme ad un 'invito a dedurre' formulato dalla stessa Procura contabile.

 

 

fonte: ansa

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