Lorenzin: dimezzati i casi di aborto a parità di medici non obiettori

Redazione DottNet | 04/05/2016 21:12

Informativa alla Camera dopo la pronuncia del Consiglio d'Europa

Le interruzioni volontarie di gravidanza (ivg) in Italia ''nel 1983 erano pari a 233.976; nel 2013 sono più che dimezzate (102.760) e nel 2014 sono scese sotto a 97.535. A questo dato corrisponde un valore sostanzialmente costante dei ginecologi non obiettori: 1607 nel 1983 e 1490 nel 2013. In 30 anni, quindi, le ivg sono calate di 131.216 unità, mentre i non obiettori sono scesi di sole 117 unità''.

Lo ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in un'informativa alla Camera in merito all'attuazione della Legge 194 sull'ivg, alla luce della recente pronuncia del Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa che ha rilevato difficoltà di accesso all'ivg per le donne italiane. ''La conseguenza - ha sottolineato il ministro - è che, in questi trent'anni, c'è stato un dimezzamento del numero di IVG settimanali, a livello nazionale, a carico dei ginecologi non obiettori, che nel 1983 effettuavano 3,3 Ivg a testa a settimana, mentre ne effettuano 1,6 nel 2013. Mi chiedo, pertanto - ha affermato - perché si denunci, solo oggi,un presunto eccesso di obiettori di coscienza, e analoga denuncia non sia stata fatta negli anni precedenti, quando il carico di lavoro settimanale per ciascun ginecologo non obiettore era più del doppio''.

Dalle Regioni, inoltre, ha aggiunto, ''non è giunta alcuna segnalazione di carenza di medici non obiettori'' e ''il numero dei punti ivg appare più che adeguato rispetto al numero delle ivg effettuate''. Lorenzin ha anche precisato che ''il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, contrariamente a quanto affermato da più parti, non si è ancora pronunciato sulla questione in maniera definitiva''.

Riferendosi quindi alle strutture ospedaliere, Lorenzin ha sottolineato che la legge 194 ''non prevede interventi di ivg in tutte le strutture ospedaliere: garantire l'intervento sanitario di ivg non significa che lo stesso debba essere effettuato in tutte le strutture. Nel SSN non tutte le prestazioni sanitarie sono infatti disponibili in ogni struttura sanitaria. Allo stesso modo, la legge 194 non impone che tutti gli ospedali abbiano un reparto di ostetricia e ginecologia che offra ivg''. Ogni regione, ha rilevato, ''ha autonomia organizzativa''.

Inoltre, ha aggiunto il ministro, ''è evidente che non è possibile reclutare personale sanitario con contratti a tempo indeterminato chiedendo fra i requisiti l'essere non obiettore''. Quanto ai casi di ivg rilevati nell'ultima Relazione al Parlamento sull'attuazione delle legge 194, ha ricordato, ''nel 2014, il numero di ivg è stato, per la prima volta, inferiore alle 100.000 unità. Sono state notificate dalle Regioni 97.535 ivg, con un decremento del 5.1% rispetto al dato definitivo del 2013 (105.760 casi), più che dimezzate rispetto alle 234.801 del 1982, anno in cui si è riscontrato il valore più alto in Italia''. Quindi, ha commentato il ministro ''ciò significa che la legge ha funzionato''.

Calano gli aborti clandestini in Italia rispetto agli anni '80-'90. Lo ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ''Per quanto riguarda l'abortività clandestina - ha spiegato Lorenzin - l'Istituto Superiore di Sanità ha effettuato una stima degli aborti clandestini per il 2012; è emerso che il numero stimato di aborti clandestini per le donne italiane è compreso nell'intervallo tra 12 .000 e 15.000. Per la prima volta, è stata effettuata una stima anche per le donne straniere, che è risultata compresa tra 3.000 e 5.000 aborti clandestini''.

Queste stime, ha sottolineato, ''indicano una notevole diminuzione rispetto agli anni 80-90 (100.000 erano i casi stimati nel 1983, 72.000 nel 1990 e 43.500 nel 1995) nonché una stabilizzazione del fenomeno negli ultimi anni: infatti per le donne italiane nel 2005 erano 15.000 gli aborti clandestini stimati''

"Prendiamo atto del fatto che sul rispetto della legge 194, che in Italia è largamente disatteso, il ministro della Salute, Lorenzin, sfugge il nocciolo della questione e delega le responsabilità alle Regioni. Anche i muri sanno che oggi in Italia l'interruzione volontaria della gravidanza è molto più difficile che non in passato: in base ai dati del suo Ministero nella relazione del 2014 sull'attuazione della legge (dati 2012-2013) i medici obiettori sono in media il 70% del totale e in alcune regioni la percentuale supera addirittura il 90%. Dato questo che il ministro omette accuratamente di citare nonostante la lunghissima e corposa relazione".

Lo affermano i deputati M5S in Commissione Affari Sociali commentando l'informativa del titolare della Salute alla Camera. "Lorenzin è tornata poi a sventolare i dati della recente Relazione sull'interruzione volontaria di gravidanza tornando a ricordare che per la prima volta nel 2014 le interruzioni di gravidanza sono scese sotto le 100 mila unità. Peccato che questi dati sono stati elaborati prima dell'introduzione delle pillole abortive e dunque non tengono conto di una nuova modalità di aborto, soprattutto nelle giovanissime: il farmacologico fai da te. Insomma ministro, ci dispiace ma quei dati non sono sufficienti a determinare un quadro oggettivo. Nel frattempo continuano a ripetersi casi di obiezione di coscienza che mettono a rischio la vita di donne, le quali troppo spesso si vedono respinte, trattate con sufficienza in reparti non di rado fatiscenti o promiscui - con ostetricia o ginecologia - senza alcuna privacy rispetto a un momento così delicato e difficile. Il ministro da che parte sta? La risposta data stasera ci ha quasi del tutto tolto il dubbio".

 

 

fonte: ansa

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