Anaao, Italia sotto accusa per l'orario di lavoro

Sindacato | Redazione DottNet | 10/05/2016 19:53

L'Europa striglia il nostro Paese. La presa di posizione sollecitata dai sindacati che chiedono più assunzioni. Interviene Consulcesi accanto ai medici

La Commissione Europea "striglia" l'Italia sull'applicazione dell'orario di lavoro e chiede alle autorità italiane "di essere informata sull'attuazione della direttiva nel settore sanitario in tutto il territorio italiano". ''L'Anaao Assomed chiede al Governo italiano - si legge in una nota del sindacato che riferisce la posizione europea - di farsi garante di una corretta applicazione della normativa europea, impedendo atteggiamenti elusivi da parte delle Regioni e favorendo l'unica soluzione affinché le richieste della Commissione Europea siano rispettate e la sicurezza delle cure garantita: avviare una nuova stagione di assunzioni in sanità''.

La richiesta era stata avanzata alla Commissione Europea dalla Fems (la Federazione dei medici europei) e sollecitata anche dall'Anaao Assomed, ''a seguito delle numerose segnalazioni di medici e dirigenti sanitari''. Il nostro Paese infatti fatica ad adeguare l'orario di lavoro alla normativa europea, disattendendo l'applicazione della legge entrata in vigore il 25 novembre 2015 sulla durata del riposo minimo giornaliero e sul tempo di lavoro massimo settimanale.

In particolare la Commissione Europea nella lettera inviata all'Italia chiede informazioni sul rapporto tra riposi, guardie e reperibilità, alla durata massima settimanale dell'orario di lavoro e al periodo di riferimento in cui effettuare il calcolo medio, alla modalità di calcolo delle ore di lavoro prestate in libera professione a favore dell'Azienda sanitaria. La Commissione inoltre, concordando sull'anomalia segnalata dall'Anaao, ha chiesto chiarimenti anche in merito alla Legge regionale della Basilicata n. 53/2015 che ha introdotto alcune deroghe alla normativa europea e alla legislazione italiana. 

La Consulcesi Group, organizzazione per la tutela dei diritti legali dei medici, scende in campo al fianco dei medici anche nella battaglia contro i turni massacranti dopo che oggi dall'Unione europea arriva l'ennesimo richiamo perché in Italia gli organici restano inadeguati e la legge 161 sull'orario di lavoro troppo spesso non viene rispettata. "Urgente un intervento normativo regolamentare meglio riposi e trovare accordo sui rimborsi," ha detto il presidente di Consulcesi Group, Massimo Tortorella.

"Non si può continuare a rischiare sulla salute dei pazienti e su quella dei medici: l'intervento dell'Ue certifica che vengono ancora negate le 11 ore di riposo - prosegue Tortorella- tra un turno e l'altro Regioni e Ministeri competenti facciano la loro parte e si adeguino subito gli organici". "Sappiamo che sono in corso da mesi delle trattative sindacali - afferma - ma la sofferenza degli operatori sanitari impone una rapida soluzione per lo sblocco del turnover, è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Le Regioni comunichino il fabbisogno, i Ministeri competenti si attivino a trovare risorse perché non si può continuare a rischiare sulla salute dei cittadini e degli stessi professionisti. Oltre allo sblocco del turnover sembra necessario anche un provvedimento di legge".L'associazione fa sapere che e' stata già presentata una interrogazione dal Senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri (CoR): "Ora, anche sulla scorta di quanto ci dice l'Europa, - prosegue- è urgente intervenire a livello normativo".

Una soluzione utile anche per evitare che, per effetto dei ricorsi, lo Stato possa ritrovarsi a dover far fronte ad un altro maxi-esborso. La questione, infatti, riguarderebbe secondo le stime dei sindacati oltre 100mila medici ospedalieri e, per effetto dei rimborsi richiesti attraverso i ricorsi, si arriverebbe ad una cifra superiore ai 3 miliardi di euro. "I nostri legali - conclude il presidente Tortorella - hanno già avviato oltre 7mila ricorsi e altri se ne aggiungono ogni giorno: i medici hanno compreso che l'azione legale è mossa contro lo Stato, non contro la propria Azienda, ed è sempre più spesso appoggiata dagli stessi direttori sanitari. Di fronte alle tante richieste e segnalazioni che riceviamo quotidianamente, stiamo predisponendo una nuova azione collettiva ad hoc".

 

 

fonte: anaao, consulcesi

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato