Bene negli Usa la fecondazione in vitro. Problemi in Italia a causa della legge 40

Redazione DottNet | 15/01/2009 20:47

Negli Stati Uniti e all'estero la fecondazione in vitro (fivet) ha successo, garantendo la possibilità di avere un bambino al 65-86% delle donne giovani, e al 23-42% nelle ultraquarantenni.

 Basta avere pazienza e non mollare. Lo dice un ampio studio del Boston IVF e del Beth Israel Deaconess Medical Center condotto su più di 6000 donne, riportato dal New England Journal of Medicine. In Italia invece le chance di successo, nonostante il progredire delle tecniche, continuano a calare, ben del 3,6% rispetto al 2003. Un prezzo significativo che secondo il ginecologo Carlo Flamigni si sta pagando alla legge 40. I risultati dello studio statunitense-israeliano parlano chiaro. A 30 dalla nascita della prima bambina in provetta e oltre un milione di bambini concepiti così, la fivet, con cui l'ovulo e lo spermatozoo vengono fecondati in laboratorio e poi impianti nell'utero materno, ha successo. I ricercatori hanno calcolato il tasso cumulativo di nascite nella popolazione, includendo tutte le pazienti sottoposte a fecondazione in vitro nonchè i cicli con embrioni congelati, raddoppiati negli ultimi anni. ''Tradizionalmente si riportavano le gravidanze per ogni ciclo di fivet - spiega Beth Malizia, coordinatrice dello studio - ma si trattava di calcoli difficili da capire e potenzialmente fuorvianti''. Come spiega Flamigni, ''la fertilità nell'uomo è modesta, e fare i calcoli per ciclo in vitro o ciclo mestruale è punitivo, visto che le probabilità sono basse. E' più di buon senso ragionare come si è fatto nello studio, considerando il successo nell'arco di sei cicli di trattamento''. Il risultato così calcolato è che le chance di successo vanno dal 65% all'86% per le donne più giovani, e dal 23% al 42% per quelle dai 40 anni in su. Delle 3.126 nascite avute, la maggior parte era di bambini singoli, mentre il 27% era rappresentato da gemelli e il 2% da parti trigemellari. In Italia le cifre sono ben diverse, e meno esaltanti. Un bambino su 100 nasce con tecniche di fecondazione artificiale, contro un bambino su 30 in Europa. Secondo il Registro nazionale sulla fecondazione assistita i nati in provetta in Italia sono stati 7.514 nel 2006 su un totale di 554.744 nuovi nati. ''Considerando comunque che da noi poche donne fanno sei cicli - continua Flamigni - le percentuali di successo della fivet per le under 35 sono inferiori al 50%, e molto meno per le ultraquarantenni. Se in tutto il mondo, ogni anno aumentano un po' di più le probabilità di successo, grazie all'avanzare delle tecniche, in Italia avviene il contrario''. Rispetto al 2003 si è registrato un -3,6% di successi, che ''significano un 13% in meno di gravidanze, che non è poco - prosegue - Significa che se nascevano 10mila bambini l'anno, ora ce ne sono 1.300 in meno''. Senza contare che c'è stato un piccolo ''aumento dell'abortività e un aumento dei parti multipli del 2% nelle donne giovani, per l'obbligo di impiantare i tre embrioni - conclude - Un prezzo significativo che paghiamo alla legge''.

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