I camici bianchi a Renzi: salvare la guardia medica

Redazione DottNet | 11/05/2016 20:20

Camici bianchi in piazza. Ordine: Sos turnover, cresce il malessere

''Non spegnere le luci sulla Guardia medica e l'assistenza notturna''. E' l'appello lanciato al premier Matteo Renzi dai sindacati medici che hanno protestato davanti a Montecitorio per dire 'no' al rischio dell'abolizione della guardia medica notturna, in base all'atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione della medicina generale che prevede, appunto, il passaggio dell'assistenza sul territorio da H24 a H16 indirizzando a Pronto Soccorso e 118 gli interventi notturni. Una protesta promossa da vari sindacati e che ha visto la partecipazione di centinaia di camici bianchi da tutta Italia, con l'appoggio dei piccoli comuni e di Federconsumatori.

A manifestare davanti al Parlamento il Sindacato dei Medici Italiani (Smi), Fp Cgil Medici, Cisl Medici, Fp Uil Medici e Sindacato italiano medici del territorio (Simet). A riconoscere una dilagante situazione di ''malcontento e disagio'', soprattutto per le difficoltà legate al turn-over, è stata anche la Federazione degli ordini dei medici e odontoiatri (Fnomceo) che, tuttavia, sulla questione dell'assistenza H16 si riserva di avviare un confronto con il ministero e le parti interessate prima di prendere una posizione definitiva. ''Da questa piazza lanciamo un appello Renzi: non spegnere le luci dell'assistenza notturna, ascolta i cittadini. Abbiamo scritto a Renzi e non ci ha risposto. Auspichiamo che questo tema venga discusso in Parlamento. Non può essere demandato alla conferenza Stato Regioni", ha affermato il segretario dello Smi Pina Onotri (nella foto)

In questo modo, ha spiegato, ''7000 guardie mediche, ovvero quelle non titolari e precarie, rischiano di restare a casa. Ma soprattutto rischiamo di sovraccaricare il sistema di Emergenza e Urgenza". Inoltre, ha incalzato il segretario Fp Cgil Medici Massimo Cozza, "così si capovolge il concetto di politica sanitaria che è stato portato avanti negli ultimi anni, ovvero di potenziamento dell'assistenza sul territorio rispetto all'ospedale. E' una retromarcia clamorosa e sbagliata". Preoccupazione è espressa anche dalla presidente dell'Associazione nazionale che riunisce circa 5000 piccoli comuni italiani (Ancpi) Franca Biglio, secondo la quale ''il taglio della Guardia medica è una forte penalizzazione che metterà in difficoltà in particolare gli anziani che vivono nei piccoli centri''.

In Italia, ha ricordato lo Smi, ci sono 20.000 guardie mediche che gestiscono i codici bianchi di notte alleggerendo così il carico del pronto soccorso ed a fronte di un compito così importante il loro costo è di 10 euro l'anno a cittadino. Complessivamente, le guardie mediche effettuano 15 mln di visite l'anno, di cui 3 mln tra le 24 e le 8 di mattina e che andranno a carico del Pronto soccorso. Appoggio ai medici arriva da M5S, che annuncia la presentazione di una mozione per il monitoraggio sulle reali esigenze territoriali, ''attualmente subordinate rispetto all''efficentamento' che sta imponendo il governo''. Anche Sinistra Italiana, ha annunciato la deputata Marisa Nicchi, ha presentato in Commissione Affari sociali un'interrogazione al ministero delle Salute in merito alla decisione di ridurre l'assistenza medica da h24 a h16, ''con tutti i problemi di sovraccarico connessi''.


E non è tutto: tra i medici italiani ''cresce il malessere, soprattutto per le difficoltà legate all'organico ed al turn over''. Ad affermarlo è la presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) Roberta Chersevani che - presentando oggi la III Conferenza Nazionale della Professione Medica e Odontoiatrica 'Guardiamo al futuro-Quale medico, quale paziente, quale medicina nel Ssn?', in programma a Rimini dal 19 al 21 maggio - ha richiamato l'importanza dell'unità della categoria a fronte dei cambiamenti in atto.

''Il diritto alla salute - ha sottolineato Chersevani - va difeso, ma questa difesa diventa ogni giorno più difficile per l'emergere di obiettivi di natura economica e politica che prevalgono su quelli della quantità e qualità delle cure. Per questo, medici e pazienti sono sempre più disorientati dai possibili effetti dei cambiamenti che, proposti come modernizzazione, si risolvono invece troppo spesso in spreco e frustrazione. Non dobbiamo dimenticare che, a fronte di un continuo affastellarsi di leggi e obblighi impropri, la medicina vera risiede nel rapporto medico-paziente''.

Da qui la necessità di ''recuperare la centralità della figura del medico''. Il ''nostro obiettivo - ha aggiunto il vicepresidente Fnomceo Maurizio Scassola - non è mettere in discussione questo Servizio sanitario nazionale, che è la sanità che vogliamo, ma essere coinvolti nelle decisioni''. Questa centralità ''va rivendicata: è il medico che fa la diagnosi e decide il trattamento - ha affermato il segretario generale Fnomceo Luigi Conte - ma, di fatto, ci sono forti tentativi di erosione della professione''.

Un dato su tutti: ''La diminuzione dell'aspettativa di vita degli italiani nel 2015 - ha rilevato - è un grave campanello d'allarme, che segnala come il sottofinanziamento del Ssn porta inevitabilmente ad un peggioramento delle condizioni di vita''. Per 3 giorni dunque oltre 600 medici - con istituzioni, sindacati e Società scientifiche - punteranno a 'disegnare' il futuro della professione partendo dalle nuove sfide in campo. E prima fra tutte, avverte la Fnomceo, sono quelle legate appunto a ruolo professionale, innovazione e dimensione etica.