Medicina estetica: sempre meno aggressiva e più duratura

Medicina Estetica | Redazione DottNet | 13/05/2016 10:57

Gli esperti riuniti a Roma chiedono le linee guida sulla tossina botulinica

 Risultati naturali, sicurezza e tempi di recupero rapidi: ecco che cosa chiedono le donne che si sottopongono a interventi di medicina estetica. E' quanto emerso stamani durante il 37/o Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica (Sime), in concomitanza con l'11/a European congress of Aesthetic Medicine e il congresso dell'Accademia Italiana di Medicina Antiaging (Aimaa).

Secondo i medici, le ultime novità nel campo vedono in cima alla classifica i nuovi filler come l'Agarosio, "alternativa al più noto acido ialuronico, ma anche il collagene come biostimolazione", ha detto Emanuele Bertoletti, presidente della Societa' italiana medicina estetica (Sime).

Novità anche sul fronte della tossina botulina, che ha visto il boom in Italia negli ultimi anni. Secondo le ultime indicazioni dei medici, si va verso un utilizzo sempre in misura inferiore, ma con interventi sempre più di frequente. Si profila dunque un futuro di utilizzo "personalizzato", che ha spinto gli esperti riuniti a Roma a richiedere una vera e propria 'consensus conference' per fissare le linee guida condivise proprio sull'utilizzo della tossina botulinica.

Sempre amatissimi e molto richiesti i tradizionali interventi chirurgici, a cui vanno però ad affiancarsi anche tecniche di medicina estetica poco invasive e dai risultati ottimali, come i peeling: "Alternandoli ad altri componenti e alla frequenza dei trattamenti - ha detto Bartoletti - oggi si ottengono risultati migliori, con minor utilizzo di principi attivi. A tutto vantaggio dei pazienti per la naturalezza dei risultati".

Molti i temi affrontati al congresso e molte anche le novità su cui si confronteranno gli esperti. Sono stati presentati i risultati sul miglioramento del tono cutaneo ottenuti con fili di biostimolazione, fili di sospensione e sostanze come l'acido polilattico o l'idrossiapatite di calcio, debitamente diluite rispetto a quelle che si usano sul viso, per ottenere una produzione di collagene in grado di riportare un vero 'ricompattamento' cutaneo.

Un tema importante affrontato dagli esperti è quello delle complicanze della medicina estetica. "Stiamo trattando i casi di complicanze da filler permanenti già utilizzati qualche anno fa - conclude Bartoletti - perché ormai di nuovi casi se ne vedono pochi. La nostra società scientifica chiede sempre che le aziende facciano delle sperimentazioni cliniche importanti prima della messa in commercio dei prodotti".
 

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