Eterologa: rapina di ovuli, arrestato il ginecologo Antinori

Redazione DottNet | 23/06/2016 15:47

Bloccato a Roma dai Nas. Infermiera denuncia l'espianto forzato

Nuovi guai giudiziari per Severino Antinori, il medico al centro delle cronache e delle polemiche per aver realizzato il primo caso di fecondazione eterologa in Italia, dove questa pratica è ancora controversa. Antinori, infatti, è stato arrestato a Fiumicino con la grave accusa di rapina aggravata e lesioni personali aggravate. Secondo le accuse, che hanno portato all'emissione di un provvedimento di arresto (ai domiciliari a Roma) da parte del gip di Milano, e a due 'divieti di dimora' per due sue collaboratrici, Antinori avrebbe trattato con una terapia ormonale una donna ricoverata per una cisti ovarica, e poi l'avrebbe anestetizzata con la forza espiantandole gli ovuli, dopo averla immobilizzata e privata del cellulare per chiedere aiuto.

Un contesto quasi da thriller, che ha portato, tra l'altro, al sequestro della clinica Matris di Milano dove Antinori opera abitualmente. Secondo la ricostruzione del Nas, che ha effettuato le indagini coordinate dal sostituto Maura Ripamonti, la donna, al risveglio dall'anestesia, approfittando della distrazione del personale infermieristico, è riuscita a raggiungere un telefono della clinica e a chiamare, di nascosto e in lacrime, il 112. La polizia, intervenuta in clinica, in via dei Gracchi, a Milano, in attesa della formalizzazione della sua denuncia ha portato la la donna - una 24enne spagnola - nel suo albergo, dove però poco dopo si è sentita male. Ricoverata in ospedale e indirizzata al centro Svs antiviolenza della clinica Mangiagalli, è stato accertato l'espianto degli ovuli ed ecchimosi compatibili con un'aggressione o un'immobilizzazione.

I Nas hanno effettuato una perquisizione alla clinica Matris dove sono stati sequestrati "derivati dalla fecondazione degli ovociti prelevati alla persona offesa e destinati ad essere impiantati il giorno successivo a pazienti di Antinori" e documentazione sanitaria, tra cui i moduli di consenso informato, apparentemente firmati dalla ragazza, che però li ha disconosciuti, e che sono in italiano, lingua che lei non parla. Insomma l'obbiettivo del ginecologo sarebbe stato di procurarsi gli ovociti, preziosissimi in Italia perché sono pochissime le donne che li donano, per impiantarli in una cliente dopo averli fecondati. "La 24enne era giunta in Italia dopo essersi laureata in Scienze infermieristiche, e aveva conosciuto direttamente Severino Antinori", racconta il suo legale, Roberta De Leo.

 "Lui le ha proposto di lavorare nella sua clinica - aggiunge - e lei ha accettato. Una volta a lavoro, ha esposto il problema di una cisti ovarica, e Antinori si è offerto di assisterla con delle iniezioni, che dovevano servire a eliminare la cisti senza un intervento. Invece, il 5 aprile si è trovata di fronte alla richiesta di essere operata. Lei ha rifiutato, e a quel punto è stata costretta a subirlo". "L'arresto di Severino Antinori è un fatto gravissimo, perché è il segnale dell'esistenza di un mercato degli ovuli che non si ferma di fronte a nulla. Mi auguro che, oltre alla giustizia penale, intervenga subito anche l'Ordine dei medici" ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissioni Affari sociali della Camera. Il provvedimento della Procura prevede per Antinori l'interdizione per un anno dalla pratica ginecologica.

 

 

fonte: ansa