Professionisti e partite Iva, ecco come cambia il fisco

Redazione DottNet | 17/05/2016 10:46

Novità per i medici: gli accertamenti fiscali non saranno più effettuati con studi di settore. Anche la quota di deducibilità dell'Imu dal reddito d'impresa, oggi limitata al 20% potrebbe aumentare.

Medici e professionisti, si cambia regime. Con le semplificazioni e la previsione di una flat tax il fisco si rinnova per tutte le partite Iva. Molte le modifiche che saranno applicate, dall'abolizione degli studi di settore, alla deducibilità dell'Imu, fino agli effetti della sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione per quanto concerne l'Irap, pubblicata qualche giorno fa: anche i piccoli studi professionali e le ditte individuali con un solo dipendente e con mansioni esecutive saranno esenti dall'Irap.(clicca qui per scaricare la sentenza completa). Infatti non paga l'IRAP il professionista che si avvale di un solo dipendente con mansioni di segreteria e di beni strumentali minimi per l'esercizio della propria attività, come affermano le Sezioni Unite di Cassazione nella sentenza n. 9451/2016 che torna sull'orientamento già tracciato in precedenza nella sentenza n. 3676/2007.

La pronuncia origina dal ricorso dell'Agenzia delle entrate nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania che, rigettandone l'appello, aveva riconosciuto a un avvocato il diritto al rimborso dell'IRAP versata per gli anni dal 2000 al 2004. Nel rigettare il ricorso dell'Agenzia, la Corte enuncia il seguente principio di diritto: "con riguardo al presupposto dell'IRAP, il requisito dell'autonoma organizzazione, previsto dall'art. 2 del d.lgs. 15 settembre 1997, n. 446, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente; a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l'id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell'impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive".

Ma torniamo alla riforma fiscale, che, pensata dal governo per andare incontro a chi ha una partita Iva ma non le dimensioni sufficienti a far fronte alla crisi economica, partirà questo mese, tramite la presentazione di un correttivo al decreto semplificazioni attuativo della delega fiscale, e terminerà a dicembre con la prossima legge di Stabilità.

Tra le novità introdotte, spicca la 'flat tax', ossia l'imposta sul reddito dell'imprenditore (Iri) con la quale tutte le imprese personali che lasciano gli utili in azienda verranno 'premiate'. Si tratta di una tassazione proporzionale (Ires) e non più progressiva (Irpef).

Per determinate categorie, poi, come i professionisti, gli accertamenti fiscali non saranno più effettuati con studi di settore. Anche la quota di deducibilità dell'Imu dal reddito d'impressa, oggi limitata al 20% potrebbe aumentare. Ci sono poi gli effetti della sentenza della Cassazione, che ha dichiarato esenti da Irap le ditte individuali e gli studi professionali, anche se impiegano un solo dipendente, purché questo abbia mansioni esecutive, che esulano la specifica professionalità che caratterizza l'attività (come ad esempio una segretaria o un addetto alle pulizie).

La sentenza lascia aperta la questione dei rimborsi, mentre per quanto riguarda le semplificazioni, è già stata annunciata una riduzione delle comunicazioni (come assegnazione di beni ai soci o le dichiarazioni d'intento), l'addio allospesometro e una maggiore digitalizzazione degli obblighi per spingere le partite Iva alla comunicazione telematica di tutti i dati delle fatture.

Tra le semplificazioni è prevista anche la cancellazione dell'obbligo di comunicazione annuale delle informazioni cui l'Agenzia è già in possesso dopo la trasmissione effettuata negli anni precedenti, ad eccezione di eventuali variazioni. Il padrone di casa, ad esempio, non sarà obbligato a trasmettere le comunicazioni sugli affitti ogni anno. Inoltre, sulla questione caselle di posta elettronica certificata, tutti gli atti dell'Agenzia delle Entrate, compresi gli accertamenti fiscali, saranno recapitati all'indirizzo Pec del professionista o dell'impresa.