M. Negri: trattative europee per arginare il costo dei farmaci

Farmaci | Redazione DottNet | 16/05/2016 20:24

Lorenzin, per gli innovativi occorrono nuovi sistemi di contrattazione

Per limitare "l'esplosione della spesa farmaceutica, che mette a rischio il Sistema sanitario nazionale (Ssn), la valutazione del grado di innovazione e la trattativa per il prezzo dei nuovi farmaci andrebbero effettuate a livello europeo". Ne sono convinti Silvio Garattini, Giuseppe Remuzzi e Vittorio Bertelè, esperti dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, che affidano la loro opinione a una nota congiunta.

I tre specialisti si trovano d'accordo con il documento "recentemente approvato dalla Conferenza delle Regioni, in cui i Governatori chiedono una revisione dei criteri che qualificano come innovativi i nuovi farmaci, maggiore concorrenzialità nel mercato farmaceutico e migliore appropriatezza prescrittiva, che si opponga efficacemente alla pressione del marketing industriale e protegga innanzitutto la salute dei pazienti". In particolare, dice il direttore del Mario Negri Silvio Garattini, "i farmaci che prolungano di qualche settimana una vita di cattiva qualità, come ad esempio molti farmaci antitumorali, richiederebbero una riflessione clinica ed etica, ancor prima che farmaco-economica". Problemi che "non vanno affrontati solo al momento della negoziazione del prezzo a livello nazionale: la stessa Agenzia Europea (Ema) dovrebbe approvare per il mercato europeo solo farmaci che abbiano un valore terapeutico aggiunto rispetto a quelli già disponibili".

Per Remuzzi, che è il coordinatore scientifico del Mario Negri, "tutto questo stimolerebbe l'industria a sviluppare farmaci davvero utili anziché 'copie' che inflazionano la spesa del Ssn senza offrire benefici reali. E il contenimento dei prezzi è ormai indilazionabile". Del resto, conclude il ricercatore del Mario Negri Bertele', agire a livello europeo creerebbe anche un indubbio vantaggio economico: "Chi tratta un prezzo a nome di 500 milioni di cittadini anziché dei cinque o 50 dei singoli Stati membri avrebbe tutt'altro peso al tavolo negoziale".

"Abbiamo i registri di 45 molecole anticancro che mostrano cosa succede ai pazienti trattati con un determinato farmaco e in base al quale potremmo pensare di pagare il farmaco in base al risultato. Questo è un esempio di soluzioni che si possono trovare". Ad avanzare l'ipotesi di "una proposta che potrebbe essere portata in Conferenze delle Regioni" per rendere sostenibile il prezzo dei medicinali innovativi anticancro, è il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, nel corso della registrazione della trasmissione Petrolio, in onda su Raiuno stasera.

"Siamo in pieno Rinascimento scientifico, siamo travolti da scoperte. Ora bisogna imparare a gestirle, a dare la possibilità di accedervi alla maggior parte possibile dei pazienti e allo stesso tempo rendere il sistema sanitario sostenibile, perché costano molto", ha detto il ministro. Le nuove terapie oncologiche salvano sempre più vite ma hanno costi elevatissimi che rischiano di far saltare i conti o di porre le persone di fronte a scelte drammatiche. La spesa della sanità pubblica solo per i farmaci anticancro è infatti di circa 3 miliardi di euro annui e in dieci anni è praticamente raddoppiato. "E' molto dura trattare sui prezzi - spiega - dobbiamo trovare nuovi modelli di contrattazione per pagare in base risultati certificati".

Quanto alle truffe sui farmaci, da Stamina alla contraffazione online, il ministro riferendosi alla trasmissione Petrolio, ha aggiunto: "c'è bisogno di trasmissioni come questa anche di un solo minuto al giorno. Questa è la comunicazione sulla salute di cui c'è bisogno".

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