Vola il biotech italiano: investimenti su ambiente e industria

Redazione DottNet | 17/05/2016 16:39

Rapporto Assobiotec, quasi 500 imprese con più di 9mila addetti

 Continua la corsa del biotech italiano: con quasi 500 imprese attive e oltre 9mila addetti, il fatturato globale supera i 9,4 miliardi di euro, con le previsioni che indicano un +12% al 2017 e un +18% al 2019. E' quanto emerge dal Rapporto 2016 ''Le imprese di biotecnologie in Italia - Facts & Figures'', realizzato da Assobiotec in collaborazione con l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea).

Il documento fotografa una realtà fatta per lo più da imprese micro o di piccole dimensioni, che però non rinunciano all'innovazione: gli investimenti in ricerca e sviluppo, pari a 1,8 miliardi di euro, incidono per il 25% sul fatturato delle imprese dedicate a ricerca e sviluppo biotech a capitale italiano, con punte fino al 40%.

Il motore trainante rimane quello delle biotecnologie applicate alla salute, settore in cui opera il 53% delle imprese biotech italiane con un fatturato di 7,1 miliardi di euro e investimenti in ricerca e sviluppo pari a 1,4 miliardi di euro.

La Lombardia è la prima Regione per numero di imprese (141), investimenti in ricerca e sviluppo (29% del totale) e fatturato biotech (51% del totale). ''L'industria biotecnologica in Italia continua a rappresentare un comparto di indiscussa eccellenza, sia scientifica che tecnologica: un settore caratterizzato da un forte fermento e dinamismo'', afferma Riccardo Palmisano, presidente di Assobiotec.

Dalla produzione di energia pulita alla bonifica ambientale, dalla riqualificazione dei processi industriali alla conservazione del patrimonio artistico: il settore del 'white biotech' è destinato ad avere un grande sviluppo nel prossimo futuro. Lo afferma Riccardo Palmisano, presidente di Assobiotec, a margine della presentazione del Rapporto 2016 ''Le imprese di biotecnologie in Italia - Facts & Figures'', realizzato in collaborazione con l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea).

''Nel breve e medio periodo, la crescita del biotech italiano sarà trainata ancora dalle biotecnologie applicate alla salute. Non solo vaccini, farmaci innovativi come anticorpi monoclonali e proteine ricombinanti, o terapie cellulari, geniche e rigenerative: crescerà molto anche il settore della diagnostica'', spiega Palmisano. ''Nel lungo periodo, però, l'Italia potrà giocare un ruolo di primo piano anche nel settore del white biotech: ad oggi ci sono già buone basi di partenza, che fanno pensare ad un grande potenziale di sviluppo per il futuro''.

Gli investitori punteranno molto ''sulla trasformazione delle biomasse vegetali, con biotecnologie che potranno avere molte applicazioni che vanno dalla chimica alla farmaceutica, dall'industria cartaria a quella del tessile e del legno: tutti settori - sottolinea il presidente di Assobiotec - in cui l'Italia ha una forte tradizione industriale''. Anche la 'chimica verde' italiana, ''con le sue moderne bioraffinerie, guarda alle biotecnologie - aggiunge Palmisano - per la produzione di biolubrificanti, colori, solventi, detergenti, fitofarmaci, bioplastiche, fibre naturali e altri materiali innovativi che costituiscono già oggi una valida alternativa ai prodotti della petrolchimica tradizionale''.

 

fonte: assobitech