Intersindacale: la Campania è un caso nazionale

Redazione DottNet | 18/05/2016 19:55

Appello delle Organizzazioni Sindacali della Dirigenza Medica, Veterinaria e Sanitaria della Campania

Quello della Campania sta diventando un caso di portata nazionale. Nessun dialogo tra le parti sociali e coloro che rappresentano il governo e dovrebbero prendere decisioni capaci rimettere sulla buona strada la sanità. Il condizionale è d’obbligo perché, a dispetto di un fiume di annunci, nulla accade.

«Siamo in attesa ormai da mesi di conoscere quali determinazioni sin intendono assumere in merito al piano ospedaliero regionale» spiegano i leader delle organizzazioni sindacali della Dirigenza Medica, Veterinaria e Sanitaria della Campania. «La sorpresa di aver capito che la struttura Commissariale ritiene secondario un confronto con le parti sociali ha lasciato ben presto spazio allo sgomento per i continui dietrofront su temi quali riconversioni e chiusure di strutture ormai inadeguate e non più sicure».   

Una situazione tanto grave da costringere le dirigenze nazionali degli stessi sindacati a scrivere una lettera al  Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Salute.

«Le Organizzazioni Sindacali della Dirigenza Medica, Veterinaria e Sanitaria della Campania – si legge nel testo - tentano da mesi, senza successo, di stabilire con il Commissario straordinario per il piano di rientro dott. Joseph Polimeni ed il Subcommissario dott. Claudio D’Amario una interlocuzione per il riconoscimento di forze sociali. Ogni progetto innovativo, compresa l’elaborazione di un Piano Ospedaliero e Sanitario, per rispondere ai bisogni della popolazione, nel rispetto delle misure di contenimento della spesa, richiede necessariamente una profonda conoscenza delle peculiari condizioni socio assistenziali del territorio, reclutando le intelligenze professionali allo scopo del miglioramento dei livelli di assistenza, pur nelle costrizioni del Piano di rientro. Ad oggi le Organizzazioni Sindacali rappresentanti di categorie professionali che sono il motore della sanità pubblica, sono tenute all’oscuro dei contenuti del Piano Ospedaliero e denunciano la assenza di una proposta complessiva di Piano Sanitario che illustrino la metodologia scientifica ed i cronoprogrammi idonei a realizzare la condivisa deospedalizzazione di alcune attività assistenziali in sincronia e sintonia con la coerente riorganizzazione del Territorio. E’ stata offerta infatti solo una descrizione verbale (rifiutata) della filosofia ispiratrice della riorganizzazione. Pertanto, le scriventi Organizzazioni Sindacali chiedono alle SSLL di intervenire al fine di ristabilire, soprattutto nell’interesse dei Cittadini, corrette, proficue e leali relazioni sindacali con la Struttura Commissariale nella elaborazione dei processi di riorganizzazione sanitaria».
 

 

fonte: intersindacale