Determina Aifa su equivalenza terapeutica: è allarme dalla Fimmg

Farmaci | Redazione DottNet | 23/05/2016 12:22

Il provvedimento, in sintesi, detta alle Regioni le procedure per lanciare gare di acquisto basate sulla «equivalenza terapeutica», ossia tra medicinali contenenti anche principi attivi differenti ma appartenenti alla stessa categoria terapeutica.

Più di 2.700 farmaci, mille dei quali distribuiti sul territorio mediante diretta o dpc e gli altri in ambiente ospedaliero, potrebbero presto uscire dalla rimborsabilità. E’ l’allarme lanciato dalla Fimmg, il più rappresentativo tra i sindacati della mg, che cita una determina dell’Aifa datata 31 marzo ma rimasta quasi sconosciuta ai più. Il provvedimento, in sintesi, detta alle Regioni le procedure per lanciare gare di acquisto basate sulla «equivalenza terapeutica», ossia tra medicinali contenenti anche principi attivi differenti ma appartenenti alla stessa categoria terapeutica.

Le varie specialità, in sostanza, verranno messe a gara in concorrenza quando risultano in commercio da almeno 12 mesi, appartengono Atc di IV livello, ci sono studi che ne comprovano la medesima efficacia rispetto agli altri della stessa classe e infine hanno indicazioni terapeutiche sovrapponibili, medesima via di somministrazione e stessa posologia. Le gare designeranno in base al meccanismo dell’offerta al ribasso il prodotto che si aggiudicherà la fornitura, gli altri non verranno più rimborsati dal Ssn. «Le ricadute saranno dannose per gli assititi» avverte il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo «perché nella determina Aifa manca qualunque tutela sulla continuità terapeutica. Il paziente, in altri termini, potrebbe avviare la terapia con un certo farmaco e poi l’anno dopo essere costretto a cambiarlo, perché la nuova gara è stata vinta da un’altra ditta. Non solo: la determina non dice nulla a proposito di via di somministrazione, quindi si potrà passare dalle bustine alle pillole a prescindere dalla tollerabilità dell’interessato».

Il fatto, conclude la Fimmg, è che il sistema messo in piedi dal provvedimento dell’Aifa rappresenta «un'anomalia tutta italiana nel panorama europeo: non si può affermare che l’appartenenza al medesimo livello di classe Atc garantisca a due molecole la medesima la medesima efficacia sul singolo paziente. Soprattutto quando il pricipio attivo è del tutto differente».

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