Arriva in Italia il farmaco biologico contro la psoriasi

Redazione DottNet | 23/05/2016 16:43

Il nuovo farmaco biologico, secukinumab, è un anticorpo monoclonale che neutralizza selettivamente l'interleuchina-17A .

Disponibile anche in Italia un farmaco biologico per il trattamento della psoriasi, malattia infiammatoria cronica della pelle, non infettiva né contagiosa, che colpisce in Italia un milione e mezzo di persone. Nello sviluppo della psoriasi, intervengono anche fattori autoimmunitari: in particolare, per proteggere l'organismo da agenti infettivi, il sistema immunitario attiva una particolare proteina, l'interleuchina-17A, alti livelli della quale sono stati identificati nella pelle delle persone con psoriasi.

 

E il nuovo farmaco biologico, secukinumab, è un anticorpo monoclonale che neutralizza selettivamente l'interleuchina-17A . Il farmaco, la cui efficacia si manterrebbe nel tempo fino a tre anni, è stato approvato nel trattamento di prima linea della psoriasi a placche da moderata a severa, quando è richiesta una terapia sistemica. L'indicazione terapeutica è stata approvata dalle Autorità Sanitarie sulla base di studi clinici nei quali il farmaco ha dimostrato il raggiungimento e il mantenimento di una cute esente o quasi da lesioni in 8 pazienti su 10.

 

"Avere la pelle pulita dalle lesioni - spiega Giampiero Girolomoni, Presidente della Società Dermatologia (SIDeMaST) e Professore all'Università di Verona - è l'esigenza primaria che ci viene espressa dai pazienti. Grazie all'introduzione del secukinumab, possiamo ora raggiungere l'importante obiettivo di poter offrire ai pazienti una migliore qualità di vita". Perché la psoriasi non è solo una questione di pelle: può infatti influenzare la vita giornaliera di quanti ne sono affetti suscitando stress, rabbia, frustrazione, sensazione di imbarazzo e malessere fisico.

 

Alcuni dati emersi da una recente indagine del CENSIS, mostrano come la vergogna per i segni sul corpo (56%) e il fastidio per il timore che le altre persone hanno di essere contagiate (52%), condizionino fortemente la situazione psico-fisica dei pazienti: il 48% dei pazienti più gravi riconosce di avere spesso periodi di depressione. Per i più giovani anche l'intimità con il partner è compromessa. Per favorire la comunicazione e un'alleanza terapeutica tra medico e paziente nasce PSOLife, un progetto che coinvolge i dermatologi e i pazienti e che guida il paziente nell'aderenza alla terapia e nella valutazione dell'impatto della psoriasi sulla propria qualità di vita.

 

Il progetto offre in particolare un sito web di monitoraggio per il clinico collegato alla app del paziente, un servizio di supporto al paziente anche a domicilio, una linea telefonica e una community dedicate ai dermatologi PSOLife.

 

 

Fonte: ansa

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