Università: riprendono le iscrizioni, bene Farmacia

Redazione DottNet | 24/05/2016 17:25

Rapporto Anvur, sul mercato del lavoro la laurea resta una marcia in più

Riprendono le immatricolazioni (+1,6% nell'ultimo anno) anche se l'Italia rimane in fondo alla classifica europea per numero di laureati (24% contro 37% media Ue e 41% media Ocse); cresce la quota di diplomati del Mezzogiorno che si iscrivono in un ateneo del Centro-Nord (da circa il 18% dello scorso decennio al 24%); si registra una "fuga di cervelli" in proporzioni superiori a quelle fisiologiche. E' una fotografia che mette in evidenza luci e ombre di un sistema in grande cambiamento quella che emerge dal corposo secondo rapporto Anvur sullo stato dell'Università e della Ricerca presentato a Roma.

 

ISCRIZIONI IN RIPRESA - Nell'ultimo anno si registra una prima inversione di tendenza, con un incremento dell'1,6% degli iscritti che sale al 2,4% tra gli under 20. Migliora anche la regolarità dei percorsi di studio sia dal punto di vista di quanti terminano gli studi nei tempi previsti sia della diminuzione di coloro che non proseguono al secondo anno. I tassi di abbandono più bassi si registrano nelle aree di Farmacia e Medicina (6-7%) mentre sono tantissimi gli abbandoni tra gli studenti degli istituti professionali (44-48%).

 

SU MERCATO LAVORO LAUREA RESTA MARCIA IN PIU' - Avere una laurea in tasca continua a fornire un vantaggio consistente: tra il 2007 e il 2014 lo scarto tra il tasso di disoccupazione dei neolaureati e dei neodiplomati è passato da 3,6 punti a 12,3 punti, a favore dei primi. Permangono tuttavia problemi di non corrispondenza tra aspirazioni individuali e utilizzo delle proprie competenze nel mercato del lavoro.

 

RICERCATORI ECCELLENTI, MA TANTI IN FUGA - A fronte dei buoni risultati raggiunti a livello internazionale dalla produzione scientifica dei nostri docenti e ricercatori (nonostante il progressivo calo dei fondi), l'Italia sta perdendo in modo massiccio una generazione di ricercatori. L'incertezza associata alle prospettive di carriera induce fenomeni preoccupanti come la 'fuga di cervelli' in proporzioni superiori a quelle fisiologiche.

 

DIRITTO ALLO STUDIO, TROPPI TAGLI E GAP - La principale criticità del diritto allo studio non è soltanto la cronica carenza di risorse ma anche la sua eterogeneità. Alcune regioni, oltre a non investire risorse proprie, hanno utilizzato i fondi destinati agli interventi a favore degli studenti capaci e meritevoli per altre finalità.

 

SPESA IN RICERCA TRA LE PIU' BASSE - La quota del Pil dedicata alla spesa in ricerca e sviluppo resta su valori molto inferiori alla media dell'Unione europea e dei principali Paesi Ocse: con l'1,27% l'Italia si colloca solo al 18° posto. "Negli ultimi anni l'università e la ricerca si sono sottoposte a procedure trasparenti di valutazione, tuttavia questo impegno non sempre ha trovato un adeguato sostegno soprattutto dal punto di vista delle risorse" ha constatato il coordinatore del Rapporto Daniele Checchi. E il presidente di Anvur, Andrea Graziosi, oltre a sottolineare l'opportunità di sostenere con più decisione il diritto allo studio e le prospettive di carriera dei migliori giovani studiosi, ha invitato a riflettere su un ampliamento dell'offerta didattica anche in direzione tecnico-professionale e non solo universitaria.

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