Quattro milioni di visite al giorno, 100mila addetti: il boom farmacie

Redazione DottNet | 24/05/2016 19:48

Assemblea Federfarma, 'serve stabilità per il settore'

Quattro milioni di accessi al giorno, in media 230 per ogni esercizio, un fatturato di oltre 25 miliardi di euro l'anno e circa 100mila addetti considerando l'indotto. Sono alcuni dei numeri delle farmacie italiane pubblicati a Roma da Federfarma in occasione della prima assemblea pubblica della federazione. Sono oltre 18200 gli esercizi sul territorio nazionale, che diventeranno 20mila con i concorsi straordinari in programma, di cui 6mila in comuni di meno di 5mila abitanti e 2mila in centri con meno di 1500 abitanti. "Questa è una giornata in cui essere fieri - ha commentato Annarosa Racca, presidente della federazione, che ha ricordato innovazioni introdotte, dalla ricetta elettronica alla tracciabilità dei farmaci -, noi non abbiamo nulla da rimproverarci, abbiamo investito molto per dare un servizio più efficiente".

 

Il servizio delle farmacie, ha sottolineato Racca, va potenziato, e la giornata è stata l'occasione per presentare alcune proposte al ministro Lorenzin, presente in sala. I farmacisti chiedono di ripristinare uno standard omogeneo sul territorio nazionale, consentire la distribuzione in farmacia di tutti i farmaci a carico del Ssn, investirenella farmaceutica convenzionata per garantire l'erogazione di medicinali innovativi, reinvestire nel settore almeno una parte dei risparmi realizzati, procedere alla definizione dei requisiti strutturali e della remunerazione dei servizi aggiuntivi. "Affinchè l'impegno delle farmacie si traduca in un processo strutturato e organico di potenzialmento - ha concluso il presidente di Federfarma - abbiamo bisogno che la parte pubblica dia stabilità al settore e che sia data attuazione a norme già esistenti".

 

La convenzione delle farmacie con il Sistema Sanitario Nazionale è ferma al 1998., ricorda Racca durante il discorso di apertura dell'assemblea pubblica della federazione. "Chiediamo si rinnovi la convenzione, che risale al 1998 - ha affermato -. Un periodo in cui non c'era Internet, non c'era l'euro, era un altro mondo, non c'era neanche stata la riforma del titolo V della Costituzione. Come è possibile che farmacie continuino a rapportarsi con le istituzioni di riferimento con regole vecchie". Alla richiesta ha risposto il ministro Lorenzin. "È una cosa che riguarda più le Regioni che noi".

 

Le farmacie "sono sotto attacco da parte delle lobby della grande distribuzione che dopo aver fatto chiudere i negozi di quartiere, punta a far chiudere anche noi", sottolinea ancora Annarosa Racca. "Nell'ansia di liberalizzare - ha aggiunto Racca - sono state cancellate norme essenziali per garantire il buon funzionamento del servizio farmaceutico e si sono introdotte norme dannose. C'è stata anche da parte della grande distribuzione molta disinformazione".

 

"Nonostante tutti gli sforzi per l'efficienza si va sempre a usare la parola risparmiare, è ora di parlare di come rendere il sistema efficiente". Lo ha affermato il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, intervenendo all'assemblea pubblica di Federfarma. "Si continua a parlare di tetti, payback, equivalenza terapeutica. Cominciamo a parlare di efficienza, se rendo un sistema efficiente posso risparmiare davvero. Il sistema non regge più, i farmaci di fascia C fuori dalla farmacia non cambiano niente. Non si puó parlare di equivalenza terapeutica, dire che tutti i farmaci sono uguali, con il solo obiettivo di fare una gara per risparmiare. Possiamo trattare tutti gli ipertesi con un farmaco solo per risparmiare? Bisogna cambiare governance, non limitarsi a fare piccoli aggiustamenti. Se continuiamo a fare cassa con misure che non servono a niente il problema tra qualche anno ce l'avranno i pazienti".

 

"No ai farmaci con ricetta venduti nei supermercati". Lo ha affermato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin durante il suo intervento all'assemblea pubblica di Federfarma. "Il no ai farmaci con ricetta fuori dalla farmacia non è una difesa della categoria ma di un sistema che coinvolge tutta l'assistenza sanitaria - ha aggiunto -. Il Ssn è come un grande gioco del domino, in cui se si sposta una pedina si muovono tutte le altre. Le farmacie sono un servizio capillare, H24, con personale specializzato, che non è possibile ripetere in un altro modo".