Fisco: per la Cgia un mese nero, entro il 16 giugno 51,6 mld tasse

Redazione DottNet | 31/05/2016 19:23

Altri 38 mld sono attesi con la scadenza del 18 luglio

Con giugno arriva per gli italiani il mese 'nero' delle tasse. Lo sottolinea la Cgia di Mestre, ricordando che entro il 16 del mese, tra Imu, Tasi, Irpef, addizionali sulle persone fisiche, Irap, Ires, Iva e Tari, le famiglie e le imprese verseranno al fisco 51,6 miliardi di euro. Altri 38 miliardi sono attesi con la scadenza del 18 luglio. Il versamento che peserà maggiormente, rileva la Cgia, riguarderà le ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori che garantiranno al fisco 11 mld. Con l'abolizione della Tasi sulla prima casa, l'impegno economico più importante per le famiglie (circa 5 mld di euro) verrà dal pagamento della prima rata dell'Imu-Tasi sulle seconde/terze case.

 

Novità, quest'ultima, introdotta con la legge di Stabilità 2015 (e applicata dal periodo di imposta 2015) che vale circa 5,6 mld. L'Irpef, in capo ai lavoratori dipendenti ai pensionati e ai lavoratori autonomi, invece, assicurerà all'erario 4 mld di euro. La Cgia rileva che il gettito di ciascuna imposta definita in questa elaborazione è stato stimato sulla base dell'andamento registrato negli ultimi anni. Oltre a ciò, si è tenuto conto delle principali modifiche legislative intervenute nel frattempo. "Oltre ad avere un carico tributario e contributivo tra i più elevati d'Europa - spiega Paolo Zabeo, coordinatore Cgia -, in Italia è estremamente difficile anche pagare le tasse. La complessità e la farraginosità del nostro sistema tributario deprime perfino gli addetti ai lavori, come i commercialisti o gli addetti ai Caf. Figuriamoci gli imprenditori, in particolar modo quelli di piccola dimensione, che sono costretti in queste settimane a recuperare le risorse economiche per onorare questo impegno e a districarsi tra le code agli sportelli, il tempo perso per recarsi dal commercialista o per ritrovare/compilare moduli, registri e bollettini vari".

 

Ma le cattive notizie non finiscono qui. Anche nel mese di luglio è prevista una scadenza fiscale molto importante: tra Irpef, addizionali, Ires, Irap e Iva, i contribuenti italiani dovranno versare all'erario 38 mld. La Cgia sottolinea che anche in questi due mesi i datori di lavoro pagano le ritenute dei propri dipendenti e degli eventuali collaboratori, i committenti quelle dei professionisti per le prestazioni ricevute da questi ultimi, mentre le imprese e i lavoratori autonomi devono onorare l'Iva. Gli imprenditori e i lavoratori autonomi, come pure i contribuenti con redditi sui quali non sono state trattenute completamente le imposte, devono altresì versare il saldo 2015 e la prima rata d'acconto 2016 delle imposte sui redditi Irpef, Ires e Irap; inoltre, devono corrispondere anche il tributo camerale che in questi ultimi anni ha subito una forte riduzione. "Con un fisco più semplice - spiega Renato Mason, segretario Cgia - anche l'Amministrazione finanziaria potrebbe lavorare meglio ed essere più efficace. La selva di leggi, decreti e circolari esplicative presenti nel nostro ordinamento tributario, invece, complica la vita a tutti, relegandoci tra il gruppo di paesi meno attrattivi per gli investitori stranieri anche per questo motivo".

 

Sebbene sia stata eliminata la Tasi sull'abitazione principale, si ricorda che a giugno i contribuenti saranno comunque chiamati al versamento della prima rata della Tasi e dell'Imu sui seguenti immobili: seconde case a disposizione, quelle locate, gli immobili strumentali e le abitazioni di lusso. Per stimare il gettito si è partiti da quello registrato nel 2015, riducendolo di 4,6 mld per tenere conto delle novità introdotte dalla legge di Stabilità 2016 che ha abolito la Tasi sull'abitazione principale, l'Imu sulle attività agricole e sugli "imbullonati". Nei pagamenti che verranno fatti nel prossimo bimestre non sono stati inclusi i contributi previdenziali. Si ricorda, inoltre, che le scadenze del versamento della Tari (tassa rifiuti) sono stabilite dai Comuni che devono prevedere almeno due rate all'anno. In questa analisi è stato ipotizzato che il tributo venga versato in 4 rate e che una di queste scada nel mese di giugno. Dall'analisi dei bilanci consolidati dei Comuni elaborati dall'Istat, si è stimato che il gettito complessivo della Tari per il 2016 sia di 8,2 mld: pertanto, dividendo questo importo per 4, ci consente di stimare il gettito medio della Tari di ciascuna rata di circa 2 mld di euro.

 

 

fonte: cgia mestre

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