Allergie e farmaci, attenzione alle overdosi nei bambini

Redazione DottNet | 01/06/2016 15:29

fino al 40% dei bambini soffre di rinite allergica

Se naso chiuso o che cola e starnuti vanno avanti da settimane, può non essere raffreddore ma un'allergia a qualcosa che si respira o che sta per terra. Fino al 40% dei bambini soffre di rinite allergica, e il rischio di essere allergici aumenta quando uno o entrambi i genitori ne soffrono. A segnalarlo è la Food and drug administration (Fda), l'agenzia Usa che regolamenta i farmaci.

Le allergie possono essere stagionali, ai pollini delle piante, o perenni a sostanze presenti negli ambienti chiusi, come muffe, acari della polvere e forfora degli animali. Se l'allergia è stagionale, bisogna tenere chiuse le finestre di casa e non far uscire i bambini fuori quando il livello di pollini è più alto nell'aria. Quindi la mattina ad estate avanzata e all'inizio dell'autunno per l'allergia all'ambrosia, la sera in primavera e estate nel caso dei pollini da prato, e l'autunno nel caso di allergia alle muffe delle foglie. I giorni soleggiati e ventosi sono quelli più problematici nel caso di allergia ai pollini. I genitori però, avverte l'Fda, devono stare molto attenti quando danno ai figli farmaci per l'allergia. Nel caso i farmaci da banco non siano sufficienti ad alleviare i sintomi, è bene rivolgersi ad uno specialista, raccomanda l'Fda, e tenere presente che anche se esistono farmaci approvati per bambini allergici dai sei mesi in su, non vuol dire che siano adatto ai bambini di tutte le età.

Bisogna inoltre fare attenzione ad evitare 'overdose' accidentali di farmaco: molti sulla confezione dicono di trattare alcuni sintomi, ma in realtà diversi farmaci contengono lo stesso principio attivo, e quindi può capitare che per curare sintomi diversi, si diano al bambino più farmaci con la stessa sostanza. I piccoli sono inoltre più sensibili degli adulti ai farmaci: alcuni antistaminici possono causare effetti avversi a dosi minori, come sonnolenza o eccitabilità eccessiva. Chi non risponde ai farmaci può essere un candidato alla immunoterapia, cioè un vaccino antiallergico da prendere per via sublinguale o tramite iniezione sottocutanea.

 

fonte: ansa