Gennaio-Ottobre 2008, cala la spesa farmaceutica in Italia grazie al contributo delle farmacie

Redazione DottNet | 17/01/2009 12:38

La spesa farmaceutica netta a carico del SSN nel periodo gennaio-ottobre 2008 ha fatto registrare un calo del -0,8% rispetto allo stesso periodo del 2007, attestandosi a 9.508 milioni di euro, pari a 161,85 euro per ciascun cittadino italiano. A fronte del calo di spesa, si continua a registrare un sensibile aumento del numero delle ricette: +5,8% rispetto agli stessi mesi del 2007.

 

 

Nei primi dieci mesi del 2008 le ricette sono state oltre 460 milioni, pari a 7,84 ricette per ciascun cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del SSN sono state quasi 843 milioni, con un aumento di circa il +4,5% rispetto allo stesso periodo del 2007. Ogni cittadino italiano ha ritirato in farmacia in media 14,3 confezioni di medicinali a carico del SSN.
Nel mese di ottobre 2008 la spesa ha fatto registrare un calo del -3,1% rispetto a ottobre 2007, mentre il numero delle ricette è in aumento (+2,9%). I primissimi dati di novembre sembrano indicare un calo di spesa più sensibile rispetto allo stesso mese del 2007.
Il fatto che, nonostante l'aumento del numero delle ricette, nel periodo gennaio-settembre si sia verificato un calo di spesa è dovuto alla riduzione del valore medio delle ricette stesse (-6,3%), cioè al fatto che vengano prescritti farmaci di prezzo mediamente più basso (il prezzo medio è di 12,60 euro, a fronte di 13,14 euro dei primi dieci mesi del 2007). Il valore delle ricette continua a calare per gli effetti degli interventi sui prezzi dei medicinali varati dall'Agenzia del Farmaco a partire dal 2006, del crescente impatto del prezzo di riferimento per i medicinali equivalenti e delle misure applicate a livello regionale. Tra queste ultime, l'estensione in diverse Regioni del rimborso di riferimento agli inibitori di pompa protonica (misure che, come previsto dalla legge n. 222/2007, non potranno più essere introdotte); la reintroduzione (Abruzzo, Campania e, dal 17 settembre 2008, Lazio) o l'appesantimento (Sicilia) del ticket; la distribuzione diretta o tramite le farmacie di medicinali acquistati dalle ASL; la limitazione della prescrizione a una confezione per ricetta (applicata, ad esempio, in Calabria).

IL CONTRIBUTO DELLE FARMACIE AL CONTENIMENTO DELLA SPESA
Le farmacie continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa, oltre che con la diffusione degli equivalenti e con la tempestiva fornitura dei dati analitici dei medicinali erogati in regime di SSN, anche con lo sconto al SSN. Nei primi nove mesi del 2008 le farmacie hanno garantito, proprio con lo sconto, un risparmio di quasi 500 milioni di euro, ai quali si aggiungono quasi 64 milioni di euro derivanti dal pay-back attivato a carico delle farmacie a decorrere dal 1° marzo 2007.
È bene ricordare che lo sconto a carico delle farmacie aumenta all'aumentare del prezzo del farmaco, facendo sì che i margini reali della farmacia siano regressivi rispetto al prezzo (vedi tabella 1).

Le farmacie rurali sussidiate e le piccole farmacie a basso fatturato SSN godono di una riduzione dello sconto dovuto al SSN.
A subire le conseguenze di una diminuzione della spesa accompagnata da un aumento del numero delle ricette sono le farmacie che, a fronte di un incremento di attività, devono registrare un calo di fatturato: lo stato di sofferenza del settore è particolarmente grave nelle Regioni nelle quali le farmacie subiscono pesanti ritardi nei pagamenti da parte delle ASL (soprattutto Campania e Sicilia, ma in parte anche Lazio, Puglia e Calabria).

QUOTE DI PARTECIPAZIONE A CARICO DEI CITTADINI
A seguito degli interventi regionali sui ticket, l'incidenza sulla spesa lorda delle quote di partecipazione a carico dei cittadini è passata dal 4,2% dei primi dieci mesi 2007 al 5% dello stesso periodo del 2008. Nelle Regioni che non applicano ticket (dove i cittadini pagano solo l'eventuale differenza tra prezzo di riferimento e prezzo della specialità medicinale più costosa) le quote di partecipazione hanno un'incidenza sulla spesa lorda tra l'1,6% e il 2,3% (che oscillava, però, tra lo 0,9% e l'1,8% nei primi dieci mesi del 2007) e nelle Regioni con ticket più incisivo tra il 7,7% e l'8,8%. Particolarmente evidente l'incremento dell'incidenza delle quote di partecipazione nel mese di ottobre 2008 nel Lazio, dove, dal 17 di settembre, è stato introdotto un ticket di 3,5 euro a confezione sui farmaci coperti da brevetto: l'incidenza del ticket sulla lorda è passata dall'1,5% di ottobre 2007 al 6,7% di ottobre 2008.
Da notare anche l'aumento medio dell'incidenza delle quote pagate dai cittadini nelle Regioni che non applicano un ticket sui farmaci, dovuto in gran parte alle polemiche strumentali che hanno investito i farmaci generici, accusati di scarsa efficacia, e la sostituzione da parte del farmacista. Tali polemiche hanno fatto sì che i cittadini siano diffidenti nei confronti del generico e tendano a preferire il farmaco di marca, pur dovendo pagare la differenza di prezzo.
Per una panoramica sui ticket applicati dalle singole Regioni vedi il sito www.federfarma.it alla voce "ticket regionali".

L'ANDAMENTO DELLA SPESA A LIVELLO REGIONALE
Il grafico n. 2, che segue, pone in correlazione, Regione per Regione, l'andamento della spesa netta e del numero delle ricette nel periodo gennaio-ottobre del 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007.

L'aumento del numero delle ricette è generalizzato in tutte le Regioni, mentre sul fronte dell'andamento della spesa, l'andamento è diversificato; particolarmente evidente la diminuzione della spesa in Sicilia (-4,4%), come evidente è l'aumento di spesa in Puglia (+4,3%), in Piemonte (+3,9%), in Campania (+2,4%). Tali dati sono il risultato delle diverse misure varate a livello regionale.
 

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