Convenzione, ecco la bozza Sisac. Ma i medici non ci stanno

Medicina Generale | Redazione DottNet | 13/06/2016 09:53

I dettagli dell'accordo tra Sisac e medicina convenzionata. La bozza completa scaricabile da Dottnet

Adesione obbligatoria alle Aft, le Aggregazioni funzionali territoriali, per tutti i medici di famiglia. E partecipazione altrettanto obbligata anche alle attività dell’Uccp (l’Unità complessa di cure primarie) di riferimento, che le Regioni apriranno «prioritariamente» nelle «zone territoriali a elevata densità di popolazione, salvaguardando comunque il principio dell’equità di accesso alle cure». Sono i passaggi principali della bozza di convenzione della Sisac (clicca qui per scaricare il testo completo) che il prossimo 15 giugno  il coordinatore della Sisac Vincenzo Pomo presenterà ufficialmente ai sindacati.  L’“Ipotesi di Acn per la disciplina dei rapporti con i Medici di medicina generale”, questo il termine esatto della convenzione, nasce, come riporta il Sole24ore,  dalla legge Balduzzi (la 189/2012) che ha previsto l’istituzione ufficiale delle Aft (Aggregazioni funzionali territoriali) e delle Uccp (Unità complesse di cure primarie) e i conseguenti obblighi per i Mmg, tenuti ad aderire alle nuove forme organizzative e al sistema informativo regionale e nazionale.

Ma il testo guarda anche all’articolo 5 del Patto per la salute 2014-2016, che della “Balduzzi” era naturale continuazione, per precisare che «la natura del collegamento tra Aft e Uccp dev’essere di tipo funzionale e che la Uccp è parte fondamentale e integrante del distretto». Una volta istituite dalle Regioni, Aft e Uccp sostituiranno tutte le forme organizzative e associative esistenti.  Per la parte economica - «maggiore consistenza da attribuire alla parte variabile del compenso» - e per il quadro sanzionatorio - per il quale si prevede «un più adeguato approccio», infine, le fonti sono il Dlgs 150/2009 e le leggi Finanziarie 111/ 2011 e 135/ 2012.


Tra le novità sancite nelle 127 pagine della bozza di Accordo, la creazione del ruolo unico di cure primarie (attività a ciclo di scelta e su base oraria) dove confluiranno i medici dell’assistenza primaria e della continuità assistenziale. In un contensto di profonda rivoluzione delle cure sul territorio, ferme ancora oggi all’Acn del 2005, il medico di medicina generale «esercita un’attività libero-professionale operante in regime di parasubordinazionenell’ambito del Ssn per il perseguimento delle finalità dello stesso Ssn».

Altra innovazione, quella continuità h16 che tante polemiche continua a suscitare nel dibattito tra sindacati, Regioni e ministero. A disciplinare l’integrazione oraria nell’ambito del ruolo unico è l’articolo 39 della bozza di Acn: il medico di cure primarie a rapporto orario supporta e integra l’attività dei medici a ciclo di scelta e fornisce prestazioni ambulatoriali e domiciliari nella fascia oraria 8-24. L’attività a tutta la popolazione di riferimento, inclusa quella in età pediatrica, è modulata nelle ore notturne dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 24 e nei festivi e il sabato dalle 8 alle 24. Mentre in particolari situazioni «l’azienda valuta l’attivazione del servizio di continuità assistenziale in ulteriori fasce orarie».

Nei 9 allegati al testo, l’attribuzione dei punteggi ai titoli per la formazione della graduatoria regionale, il codice di comportamento dei mmg, le sanzioni disciplinari, la regolamentazione del diritto di sciopero, le prestazioni aggiuntive con il nomenclatore tariffario, l’assistenza domiciliare ai soggetti “non ambulabili”, l’Adi, le linee guida per i corsi di idoneità all’emergenza sanitaria territoriale e le modalità di calcolo della trattenuta media valida ai fini della rappresentatività sindacale.

Ma la Fimmg ci va giù pesante, “Sta circolando in queste ore una bozza riservata della proposta di rinnovo dell'ACN. Siamo stupiti e ci aspettiamo una presa di posizione della Sisac in proposito. E’ la prima volta che si verifica una circostanza del genere: si fa filtrare attraverso la stampa l'intera bozza di un articolato prima di presentarlo ai sindacati, ma anche prima di discuterlo definitivamente con le Regioni”, dice  Giacomo Milillo in una nota.

"Se i contenuti della bozza  diffusa dalla  stampa corrispondessero ai desiderata della controparte, ci troveremmo  di fronte a un complesso contrattuale che addirittura arretra rispetto alle timide aperture presenti nell'atto di indirizzo e nelle dichiarazioni della Conferenza delle Regioni di una rapida conclusione delle trattative – prosegue Milillo - Il metodo poi di diffondere un documento prima dell'apertura del tavolo con le parti rappresentative della categoria ci trova in assoluto disaccordo. Tutto questo ci porta a una  presa di distanza netta e critica. Ci vediamo costretti a sottolineare il dubbio che quanto accaduto derivi dall’emergere di una frammentazione e di una litigiosità interna alla  parte regionale, di cui dovremo valutare le conseguenze – sottolinea Milillo-. Temiamo che si cerchi di ricostruire  quel muro di gomma che ha caratterizzato la Sisac negli ultimi anni e che recentemente sembrava evoluto in un atteggiamento di responsabilizzazione decisionista.

I contenuti della bozza sono figli di questa situazione e riportano a un medico il cui paradigma professionale si declina nella subordinazione e non in una autonomia responsabile, riconosciuta e incentivata. Se queste sono le premesse, sembrano provocatorie le affermazioni di una rapida conclusione delle trattative. La firma del nuovo contratto si allontana di molto, evidentemente i miglioramenti assistenziali tanto attesi dai cittadini possono aspettare”.

 

La bozza di Acn Sisac

 

 

fonte: sole24ore, fimmg

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