Convenzione Medici di famiglia e farmacisti: stretta sui rapporti

Redazione DottNet | 13/06/2016 09:34

La convenzione proposta dalla Sisac per gli Mmg non piace ai medici

Adesione obbligatoria alle Aft, le Aggregazioni funzionali territoriali, per tutti i medici di famiglia con una partecipazione altrettanto obbligata anche alle attività dell’Uccp (l’Unità complessa di cure primarie) di riferimento, che le Regioni apriranno «prioritariamente» nelle «zone territoriali a elevata densità di popolazione, salvaguardando comunque il principio dell’equità di accesso alle cure». Sono i passaggi principali della bozza di convenzione della Sisac che tuttavia interessa, anche se in maniera marginale, anche i farmacisti.


Cambiano, infatti, i rapporti tra le due forme organizzative. Le Aft rimangono più o meno quello che già si sapeva: vi dovranno aderire obbligatoriamente tutti i mmg (in altri termini, non ci potrà essere generalista che non appartiene a un’Aft), garantiranno «l’assistenza per l’intero arco della giornata e per sette giorni alla settimana a una popolazione non superiore a 30mila abitanti» e i loro medici «assicureranno la diffusione capillare dei propri presidi nell’ambito dei modelli organizzativi regionali». Tra i compiti dell’Aft l’erogazione dei Lea, lo sviluppo della medicina d’iniziativa, la continuità assistenziale e il raccordo con il sistema dell’emergenza urgenza.

 

 «La valutazione dei risultati raggiunti dai medici di cure primarie operanti all’interno della Uccp» si legge ancora «costituisce la base per l’erogazione della parte variabile del trattamento economico degli stessi medici. Detta parte variabile è inclusa ed evidenziata nell’eventuale budget che l’Azienda Sanitaria può decidere di adottare nei confronti dell’intera Unità». Un punto quest'ultimo che potrebbe non piacere ai farmacisti