Stretta sui furbetti della P.A. Vicina l'intesa sui contratti

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 14/06/2016 09:27

Tra i provvedimenti anche la riforma della dirigenza pubblica

La stretta sui furbetti del cartellino, la nuova Scia unica e il restyling della Conferenza dei servizi sono i tre decreti del 'pacchetto Madia' pronti ad approdare al prossimo Consiglio dei ministri, probabilmente mercoledì 15 giugno. Ma potrebbe arrivare in Cdm anche l'intesa che riduce i comparti e quindi i contratti del pubblico impiego. La ratifica dell'accordo rappresenta un passaggio atteso, solo dopo la sua definizione si potrà infatti riaprire il tavolo per i rinnovi, su cui la ministra della P.a. interviene e precisa: "Mai detto aumenti solo a chi sta sotto i 26.000 euro".

 

C'è però allo studio un meccanismo attraverso cui dare di più a chi ha di meno, magari senza ricorrere a linee nette ma secondo criteri di proporzionalità e gradualità, che comunque andrebbero ad accorciare la forbice degli stipendi tra statali. Intanto, ascoltando i pareri parlamentari, il governo ha ritoccato il decreto che prevede licenziamenti lampo per i dipendenti che falsificano la presenza, strisciando il badge per poi prontamente uscire dall'ufficio. Verrà riscadenzato il procedimento disciplinare con tappe fisse e precise così da garantire il diritto alla difesa, da una parte, e dall'altra assicurare la solidità giuridica del nuovo impianto, mettendolo al riparto da annullamenti e ricorsi.

 

Altrimenti si rischierebbe un effetto boomerang. Ecco che, ferme restando le 48 per far scattare la sospensione, potrebbe essere inserita una riserva di tempo, un 'cuscinetto' di non più di 5 o 7 giorni, passando per l'ufficio dedicato ai procedimenti, in modo da dare il margine necessario per tutti i passaggi: contestazione dell'addebito e avvio del procedimento. Dopo di che partirebbe il countdown per i 30 giorni, durata massima per il giudizio. Ci sarà poi anche il termine per il preavviso (7 giorni) e per il deposito delle memorie. Il problema resta l'eventuale non rintracciabilità dell'assenteista, in questo caso i tempi si potrebbero allungare il linea con le attuali regole che valgono per gli avvisi tramite raccomandata (altri 30 giorni per dare per scontata l'avvenuta lettura).

 

Senza dubbio verrà riconosciuto al dipendente sospeso un'indennità (metà dello stipendio tabellare) e verrà cancellato ogni automatismo di reato penale per il dirigente che non denuncia il furbetto (deciderà il giudice). Resta invece da capire come gestire il danno d'immagine di cui potrà essere accusato il lavoratore infedele (nella versione originaria del decreto in caso di eco mediatica si parte da una multa minima di sei mensilità). Oltre ai licenziamenti sprint, agli statali sta anche e soprattutto a cuore capire su quali basi partirà la nuova tornata contrattuale. Madia è intervenuta chiarendo che nel'atto di indirizzo che farà da canovaccio per il confronto tra le parti, sindacati e Aran (l'Agenzia del governo), non verrà indicata nessuna soglia e quindi a beneficiare degli aumenti non sarà solo la platea degli 80 euro.

 

Tuttavia resta il principio per cui le risorse andranno prima di tutto a premiare chi ha salari più bassi. Un meccanismo utile in questo senso potrebbe fondarsi su una distribuzione delle risorse inversamente proporzionale al reddito. Occorrerà vedere le reazioni dei sindacati su eventuali nuove strade, per ora tutte le sigle chiudono a una soluzione con tetti. La Cgil chiede la "convocazione", lo stesso la Cisl ("stop equivoci") e ancora più chiara è la Uil: "Il contratto collettivo nazionale dovrà garantire aumenti per tutti". Fin qui il lavoro già avviato ma la P.a. vede anche fronti aperti, con il Governo già alle prese con la messa a punto della seconda tranche di provvedimenti attuatiti della delega Madia, tra cui c'è la riforma della dirigenza pubblica.

 

Secondo le prime bozze in circolazione, il dirigente può restare senza incarico fino a sei anni, con una riduzione del 10% della remunerazione base per ogni anno che passa. Dopo di che con la valutazione negativa si andrebbe a casa. Per il sindacato dei dirigenti della P.a, l'Unadis, "bisogna che venga stabilito un sistema unico di valutazione. La Riforma non vale senza la riapertura della stagione contrattuale e non vale se non si stabiliscono criteri di valutazione seri, oggettivi, che valorizzano il merito"

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