Pani (Aifa): solo un sistema come il nostro può reggere l'innovazione

Redazione DottNet | 14/06/2016 18:23

Ma occorre una riforma della governance

 Solo un sistema sanitario come quello italiano può reggere alla vera e propria rivoluzione in campo sanitario che sta arrivando, dai nuovi farmaci agli studi sui 'Big data'. Ne è convinto il direttore generale dell'Aifa Luca Pani, che ha descritto i nuovi scenari in un libro, 'L'innovazione sostenibile', presentato oggi a Roma. "Non abbiamo fatto in tempo a registrare la prima terapia genetica che già si parla di tecniche di 'taglia e incolla' del Dna, e addirittura dell'Rna - ha raccontato Pani -, questa è la velocità dell'innovazione. Possiamo noi regolarlo con tetti di spesa, silos, come facciamo ora? Sicuramente no, l'unica cosa che dobbiamo garantire è però il Sistema Sanitario nazionale, che è l'unico in grado di gestirla. I privati non s'illudano, non troveranno pagatori in grado di garantire le terapie, l'unico è il Ssn, l'unico modello vincente è questo".

La gestione dell'innovazione, hanno riconosciuto sia Pani che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, passa anche per una riforma della governance, a cominciare dalla stessa Aifa che, secondo Pani, 'così com'è non può farcela'. "Davanti a tutto non possiamo non pensare all'urgenza con cui attrezzare il nostro Servizio Sanitario Nazionale per salvaguardare il suo patrimonio di competenze, di valore e di solidarietà - scrive Lorenzin nella prefazione -. Per riuscire a farlo, e per difendere ciò che il ssn rappresenta, dobbiamo essere in grado di anticipare le sfide che affronteremo nei prossimi anni". Ad essere chiamata in causa è anche l'industria. "I costi dei nuovi farmaci non sono troppo alti, sono più alti - ha sottolineato il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi - bisogna valutare cosa danno in più. Bisogna cambiare questa governance, noi siamo pronti a collaborare".

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