Fondo Specialisti Esterni: introduzione del metodo contributivo per il calcolo della pensione

Medicina Generale | Redazione DottNet | 19/01/2009 15:30

Com’è noto, i Fondi Speciali dell’Enpam, riservati ai medici convenzionati e accreditati con il Servizio Sanitario nazionale, prevedono, per la determinazione della pensione, un sistema di calcolo cosiddetto reddituale, molto simile al sistema retributivo; ed è anche per questo che gli iscritti a questi Fondi possono godere di trattamenti mediamente più elevati rispetto ai loro colleghi dipendenti, a fronte di una contribuzione nettamente inferiore.

 

Per questi Fondi è normalmente prevista una contribuzione, in parte a carico dell’Azienda e in parte a carico del medico, calcolata sullo stipendio del professionista e versata dalla Asl di appartenenza.
L’art. 1, comma 39, della legge 23 agosto 2004 n. 243 ha invece previsto una contribuzione di natura diversa. E’ stato infatti introdotto l’obbligo contributivo al Fondo Specialisti esterni, nella misura del 2% del fatturato annuo, a carico delle società professionali mediche ed odontoiatriche, in qualunque forma costituite e delle società di capitali, operanti in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale: si tratta di tutte quelle strutture, quali laboratori di analisi, centri fisioterapici, centri radiologici avanzati, che ormai non fanno più capo ad un singolo professionista, ma ad una vera a propria azienda privata, che produce prestazioni sanitarie.
La nuova imposizione contributiva, unitamente alla riaffermazione dei preesistenti obblighi contributivi relativi agli altri rapporti di accreditamento (quelli cioè che fanno capo a specialisti singolarmente individuati), avrebbe dovuto concorrere al progressivo riequilibrio della gestione, da tempo in difficoltà, dopo il venir meno delle convenzioni.
Tuttavia, l’applicazione di questa disposizione da parte dei soggetti obbligati non è stata del tutto pacifica e numerosi sono stati i ricorsi amministrativi e le azioni giudiziarie intentate dalle società interessate.
Ciò nonostante, recentemente, è stata acquisita una pronuncia favorevole alla gestione attraverso l’ordinanza n. 252/2008, con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale della norma sopra richiamata, sollevate in riferimento agli artt. 2, 3, 38, 41 della Costituzione. Il conseguimento di tale declaratoria ha rappresentato un momento decisivo per il Fondo in esame, favorendo l’effettiva operatività della norma.
E’ dunque ritornata di attualità la questione di come calcolare le pensioni che prima o poi dovranno essere liquidate ai soggetti beneficiari dei versamenti al 2%. Il calcolo reddituale infatti certamente non è adatto ad una contribuzione legata non più ad uno stipendio, ma ad un fatturato globale.
Aderendo alle ripetute raccomandazioni espresse dai Ministeri vigilanti in ordine all’esigenza di adottare misure di riequilibrio del Fondo, l’Enpam si sta accingendo ad introdurre il metodo di calcolo contributivo per tutti i trattamenti previdenziali che deriveranno dalla contribuzione del 2%. Il sistema contributivo delineato dalla legge 335/95 non potrà, tuttavia, essere recepito sic et simpliciter dalle norme regolamentari del Fondo, ma dovrà essere adattato alle peculiarità della categoria degli iscritti. La Commissione per i Regolamenti di Previdenza sta valutando le diverse soluzioni tecniche, che dovranno essere deliberate nei primi mesi del 2009.


 

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