Lorenzin, così cambieremo il sistema del farmaco

Farmaci | Redazione DottNet | 23/06/2016 19:31

entrerà a regime dal 2017 e che toccherà vari ambiti, a partire dal nuovo modello per l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Una riorganizzazione del sistema del settore farmaceutico che entrerà a regime dal 2017 e che toccherà vari ambiti, a partire dall'avvio di un nuovo modello per l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). La svolta imminente per il modello di governance del settore è stata illustrata oggi dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in occasione dell'Assemblea pubblica di Farmindustria, alla quale hanno partecipato a Roma oltre 700 delegati. ''Ci saranno azioni su tutto il settore, dalla riorganizzazione dell'Aifa fino alla parte riguardante la governance delle politiche del farmaco. Questi aspetti - ha affermato Lorenzin - saranno affrontati negli appuntamenti legislativi di questo periodo, dei mesi di giugno e luglio, fino alla Legge di stabilità che riguarderà la parte più strutturata''. Infatti, ha aggiunto, ''veniamo da un tavolo sulla governance dove abbiamo tirato le fila. Manca solo l'articolato finale e quindi ci siamo''.

 

Ma cosa cambierà? ''Partiremo dalla riforma dell'Aifa: dovrà diventare più efficiente e faremo concorsi per centinaia di operatori, con l'obiettivo di potenziare le ispezioni e la gestione di tutto il sistema del farmaco. Priorità è arrivare al pieno rispetto della norma dei 100 giorni, per cui un farmaco innovativo deve diventare disponibili per i pazienti entro appunto un massimo di 100 giorni. Inoltre faremo in modo che anche le associazioni dei pazienti abbiano parte nelle attività dell'Aifa''. Poi, ha spiegato, ''affronteremo il tema della spesa ospedaliera, il potenziamento dei farmaci innovativi sia per quanto riguarda l'epatite C sia gli oncologici e, in prospettiva, avvieremo anche un sistema di contabilizzazione del pagamento per le aziende del farmaco che sia diverso da quello del pay-back, ovvero la restituzione da parte delle imprese della spesa in eccedenza rispetto al tetto sui farmaci''. Insomma, ha concluso, ''l'obiettivo è un nuovo modello organizzativo generale in modo da lavorare fin da subito al nuovo Patto per la salute 2017-20, con tante sfide che ci attendono''.

 

"L'obiettivo è arrivare alla riforma della governance del sistema farmaceutico entro il 31 dicembre, in modo che dal 2017 si cominci con un nuovo sistema", aggiunge il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, sottolineando che "il governo ha intenzione di arrivare a definire le nuove regole in modo che con la prossima legge di Stabilità diventino norma". "Nelle prossime settimane - ha detto De Vincenti, avanzeremo delle proposte, partendo da quattro punti chiave: il fatto che la spesa territoriale è sotto controllo; il dato positivo relativo al fondo per i farmaci innovativi, che va confermato; il dato sulla spesa ospedaliera per la quale ha funzionato il sistema dei registri e dei rimborsi condizionati; infine, il dato positivo sul pagamento con il sistema a tariffa Drg degli ospedali, con cui si costruisce un vincolo di bilancio".

 

Nel 2015, gli addetti nell'industria farmaceutica sono arrivati a 63.500 ed i nuovi assunti sono stati 6.000, il 20% in più rispetto ai 5 anni precedenti, la metà dei quali under 30; la produzione ha registrato un balzo in avanti, oltre 30 miliardi, grazie alla forza dell'export (22 miliardi) e gli investimenti sono arrivati a 2,6 miliardi con un aumento del 15% in due anni. Sono alcuni dei dati evidenziati dal presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi: ''Anche l'Italia - afferma - è dunque pienamente coinvolta nel nuovo Rinascimento della Ricerca farmaceutica'', ma è tuttavia necessaria ''una nuova governance per la sostenibilità del sistema''. ''Oggi - sottolinea Scaccabarozzi - siamo nell'età dell'oro dell'innovazione e non possiamo vivere come se fossimo in quella del bronzo. Nella Ricerca l'Italia può essere leader come dimostrano l'incremento degli investimenti e le eccellenze che si affermano a livello internazionale''. Un'industria 'in salute', insomma, ''capace di competere a livello internazionale, ma che ha bisogno però - avverte il presidente di Farmindustria - di una nuova governance''. Dunque, ''basta con ricette economicistiche basate su visioni a silos e spazio, invece, alla valutazione delle terapie in funzione dei risultati clinici e del costo complessivo della cura''. E per una politica del farmaco orientata al futuro, aggiunge, ''sono necessarie misure coraggiose come, ad esempio, prevedere che il miliardo e mezzo e più restituito dalle aziende con il payback sia investito per i farmaci innovativi''. Aggiustamenti sono quindi necessari, ma restano i dati positivi registrati nel 2015: solo gli investimenti in Ricerca nel Paese sono stati 1,4 miliardi e secondo un'indagine il 75% delle aziende è intenzionato ad aumentare le spese in Ricerca nei prossimi anni. Ma si può fare ancora di più: ''Con regole certe - conclude Scaccabarozzi - l'Italia potrebbe diventare calamita di innovazione e hub europeo degli studi clinici''.

 

La spesa farmaceutica pubblica in Italia è ''ai minimi in Ue ed i prezzi dei medicinali sono i più bassi''. E' quanto emerge dai dati presentati da Farmindustria. Infatti, 285 euro procapite all'anno, circa 80 centesimi al giorno, è quanto spende lo Stato per l'assistenza farmaceutica. Rispetto alla media dei big UE (406 euro), la spesa è dunque più bassa del 30%. Per un totale della spesa farmaceutica pubblica di circa 18 miliardi. I prezzi dei medicinali, inoltre, sono inferiori del 15-20% rispetto a quelli dei principali Paesi europei. Quanto alla 'salute' del settore, dal 2010 al 2015 l'industria farmaceutica è prima tra i settori manifatturieri per crescita della produzione industriale (+11% rispetto), dell'export (57%), della produttività (21%). Risultati, sottolinea Farmindustria, che hanno portato ad un altro primato: secondo uno studio della Banca d'Italia, la farmaceutica è l'unico settore ad aver aumentato la capacità produttiva.

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