Contratto statali: Madia, così cambieremo le regole

Redazione DottNet | 23/06/2016 19:47

Soddisfatti i sindacati, adesso via al tavolo delle trattative

"A giorni", dopo sette anni, governo e sindacati torneranno a confrontarsi sul contratto degli statali. L'annuncio arriva dal ministro della P.a, Marianna Madia, che come data indicativa parla di "inizio luglio". Non sarà solo l'occasione per iniziare a discutere di rinnovi, precisa la ministra, ma anche per affrontare il tema più generale delle "regole" che vigono nel pubblico impiego. Insomma un appuntamento a 360 gradi. "Sarebbe quasi da fare un brindisi", commenta a caldo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ma subito mette le mani avanti: "la bottiglia la stappiamo quando siamo davanti al tavolo".

Di certo per la leader della Cisl, Annamaria Furlan, "era ora". Il sindacato tra i promotori del ricorso alla Consulta, Confsal Unsa, ricorda come sia passato "un anno preciso dall'udienza" che dichiarò illegittimo continuare a tenere ferme le buste paga. Tuttavia i nodi da sciogliere non mancano. Innanzitutto c'è da capire come riattivare la contrattazione e sul punto Madia dà delle prime indicazioni. "Invertire il paradigma sulle retribuzioni, per cui non si dà di più a chi ha di più, ma a chi ha di meno, e poi far capire a chi fa bene che ce ne siamo accorti", spiega la ministra. Quanto al primo criterio, in effetti si contrappone alla cosiddetta 'scala parametrale' sui cui si sono basati i precedenti rinnovi. Un meccanismo che, prevedendo per tutti la stessa percentuale di incremento, finiva per dare gli incrementi più alti a chi prendeva di più.

Secondo Camusso, il tema del "rapporto tra le retribuzioni più alte e quelle più basse" deve essere aperto ma, avverte, "gli aumenti sui minimi tabellari devono riguardare tutti i lavoratori pubblici". Una dichiarazione dietro cui sta il 'no' a porre delle soglie per gli aumenti. Steccati rigettati dalla stessa ministra. Di "contratto pieno" parla la Uil, condividendo la stessa linea delle altre sigle. Un'unità trasversale anche alle diverse categorie e non a caso per il 12 luglio è fissata una "grande" assemblea", un fronte che mette insieme "più di otto milioni" tra il settore privato e quello pubblico, sottolinea Furlan. Ma entrare nel vivo della contrattazione significa anche fare delle scelte sul secondo livello, sulla produttività.

"Niente più risorse a pioggia" ripete il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione, Angelo Rughetti, che mette l'accento sulla valutazione. Pagelle da stilare non tanto per mezzo "di questa o quella commissione, ma lasciando giudicare i cittadini, in base ad obiettivi certi". I sindacati insistono per rivedere la riforma Brunetta e Madia apre, concordando sulle "rigidità eccessive" della legge, ma fa anche capire che non si può procedere senza "differenziare". Basta generalizzazioni anche sul turnover, dice la ministra spiegando che il ricambio deve essere "selettivo". Il tema più delicato riguarda però le risorse, per ora sono stati stanziati 300milioni per le amministrazioni centrali, da spalmare sul triennio 2016-2018, "un'inizio", ammette Madia. Ecco che allora gli occhi sono puntati sulla prossima legge di stabilità, che dovrebbe alzare un po' l'asticella dando così man forte alla trattava per il rinnovo.