Arriva a Roma macchina-disintegra tumori con ultrasuoni

Redazione DottNet | 19/01/2009 15:39

Punta dritto all'obiettivo per disintegrarlo: nel mirino masse tumorali da distruggere attraverso gli ultrasuoni. Si tratta dell'Haifu, acronimo di High Intensity Focused Ultrasound, una macchina cinese per la lotta al cancro, presentata in un incontro capitolino presso il Rome American Hospital che dal 20 settembre scorso ne fa uso. Oltre al centro romano, l'Haifu è in sperimentazione da circa un anno all'Istituto europeo di oncologia di Milano, guidato da Umberto Veronesi.

Fuori dall'Italia, lo stanno testando a Oxford, Barcellona e Mosca, ed è molto diffuso in Oriente, dove è nato, ma è in uso non solo in Cina, patria che gli ha dato i natali, ma anche in Giappone, Corea del Sud, Malesia e Indonesia. Assomiglia a una Tac. E' dotato di un lettino sul quale si posiziona il malato, con una piccola vasca con acqua purificata al centro: il mezzo attraverso cui si diffondono gli ultrasuoni. I raggi vengono focalizzati ad alta intensità per surriscaldare e distruggere così il tessuto malato, propagandosi innocuamente attraverso i tessuti sani fino a raggiungere l'obiettivo. "Se il raggio degli ultrasuoni porta sufficiente energia ed è strettamente focalizzato – ha spiegato Costantino Campisi, dell'Istituto di ingegneria biomedica del Cnr - può causare un innalzamento locale della temperatura di sufficiente magnitudine da provocare la necrosi del tessuto. E questo accade senza danneggiare il tessuto circostante e senza oltrepassare il bersaglio da colpire". Nella zona da trattare, che viene identificata con un centraggio ecografico, si raggiunge un calore tra i 60 e i 100 gradi centigradi, in un'area che si aggira tra 1 e 3 millimetri. "Dunque si procede per gradi e con estrema precisione – ha spiegato Campisi - Si impiegano tra un'ora e mezza e le 4 ore per risolvere una massa tumorale di cinque centimetri". Il costo del trattamento si aggira tra i 5 e i 10 mila euro. Presto il macchinario in Italia approderà in ben due Asl del Centro Sud. Ma Haifu non può essere impiegato per trattare qualsiasi tipo di neoplasia. Il suo uso è circoscritto solo ad alcuni tumori.
Gli ultrasuoni, al momento, mirano a distruggere tumori maligni del fegato, pancreas, osso, rene, mammella e parti molli, ad esempio il cancro del retroperitoneo. Con il beneficio, tra le altre cose, di ridurre il numero di cicli chemioterapici. Tra le neoplasie benigne, invece, è impiegato per il fibroadenoma della mammella, fibroma e fibromioma dell'utero. "Fatta eccezione per i fibromi all'utero – ha spiegato Campisi - che richiedono semplice sedazione del paziente, negli altri casi la tecnica prevede che il malato venga sottoposto ad anestesia totale, per garantire maggiore precisione" nel colpire il bersaglio. "A Milano – ha spiegato Veronesi – si è nella fase I di sperimentazione e si sta per approdare alla fase II. Ma per la terza e ultima fase, che si basa sul confronto con altre terapie, sarà necessario uno studio multicentrico che coinvolga più centri di ricerca ".

 

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